Associazioni in campagna elettorale con lo sconto di Tursi

Dopo i locali dati in affitto per uso commerciale e i fitti passivi a carico del Comune, continua il nostro viaggio negli sprechi immobiliari dell’amministrazione comunale di palazzo Tursi. Non c’è spazio per le famiglie, le scuole materne devono traslocare e vengono spedite a prezzi d’oro in qualche alloggio privato, ma per qualche associazione un locale a canone agevolato non manca mai.
A Genova basta registrarsi come associazione e mettersi in coda agli uffici del Matitone e il gioco è fatto. Si potrà ottenere un locale di proprietà pubblica con canone abbattuto del novanta per cento. Avete capito bene. Novanta per cento. Le associazioni pagano contributi irrisori per avere in locazione una sede: «Un’altro autentico spreco di palazzo Tursi che non fa neanche riferimenti specifici su come e quali associazioni possano avere queste agevolazioni - denuncia Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza Nazionale-. Non possiamo pensare che il Comune distribuisca a pioggia le sue sedi per poi andare ad affittare da privati dei locali perché non ha spazio per scuole, asili e servizi sociali».
Un paradosso che secondo Murolo può essere superato, «la proposta è quella di ridurre questo sconto dal 90 al 50 per cento e limitarlo alle sole associazioni che abbiano veri fini sociali». Qui sta il nocciolo della questione, perché gli elenchi patrimoniali del Comune dimostrano come in questo calderone ci sia di tutto: dalla lega protezione uccelli ai circoli dei cacciatori, dal circolo degli scacchisti agli amici dell’Ordine di Malta, dalle più disparate bocciofile, ai tanti circoli Arci. Fino ai centri sociali, come l’Inmensa di Bolzaneto (che sta per chiudere i battenti) che paga 4.647 euro per 821 metri quadri di spazio.
Questo a danno non solo dei bilanci del Comune ma anche delle tante attività di volontariato con utilità sociale che magari non trovano spazi adeguati: «Il sindaco ha il dovere di regolarizzare questa anarchia- lamenta Murolo-. Bisogna scrivere regole certe e chiare perché non è possibile che un qualsiasi dopolavoro o un circolo del tennis siano equiparati alle pubbliche assistenze o ad enti che sono socialmente importanti per le singole realtà territoriali della città. Su questo sarebbe opportuno anche un impegno da parte dei Municipi». Questo anche per cercare di evitare situazioni ambigue come quella delle associazioni Zampatesa e Agada (con sede in Corso Europa) che, nella loro autonomia, hanno scelto di fare campagna elettorale al fianco di Cristina Morelli. Stesso discorso potrebbe valere per la tante sedi Arci, notoriamente apartitiche.
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