Le associazioni dei malati difendono il Policlinico

I rappresentanti di diverse associazioni di malati si sono dati appuntamento ieri in una delle sale di Chirurgia 2 del Policlinico Umberto I per discutere assieme degli aspetti positivi del nosocomio romano. «In questo modo - ha spiegato uno di loro - speriamo di evitare che i giudizi negativi espressi in queste ultime settimane cancellino dalla memoria comune quanto di buono è stato fatto fino a oggi nell’ospedale più grande d’Europa». Ad aver preso parte all’iniziativa sono stati in circa 150 (molti dei quali fanno parte di sodalizi attivi nel Policlinico, specie nel campo delle malattie rare). Al termine dell’incontro è stata poi annunciata la nascita di un coordinamento tra le associazioni dei pazienti e dei loro familiari al fine di stabilire un rapporto di tipo permanente tra gli utenti e l’azienda ospedaliera. A questo riguardo un documento d’intesa è già stato firmato dalla federazione «Uniamo Onlus» che riunisce 50 diverse associazioni. «Nel Policlinico siamo soggetti attivi a pieno titolo - ha sottolineato Francesco Latella dell’associazione Immunodeficienza primitiva - perciò è necessario che vengano istituzionalizzati degli incontri nell’ambito dei quali il Policlinico ascolti i suggerimenti provenienti dai fruitori». In sostanza le associazioni chiedono di istituire una consulta capace di formulare proposte normative, individuare azioni di prevenzione e predisporre percorsi diagnostici. «Non è vero che le cose non funzionano - ha aggiunto Silvana Colombi, presidente dell’associazione laziale Fibrosi cistica - il Policlinico è un centro di eccellenza. Forse non tutte le cose vanno sempre bene, ma certamente non tutte le cose vanno male. La feroce campagna di informazione in atto al momento è stata in qualche modo strumentalizzata».