Assoedilizia chiede a Tabacci «un drastico taglio delle spese del Comune»

L'associazione che rappresenta i proprietari di immobili è preoccupata per le dichiarazioni dell'assessore al Bilancio, e teme un incremento dell'Ici. Cancellata per le abitazioni principali, la paga un milanese su quattro

I proprietari di immobili milanesi sono preoccupati per gli scenari possibili sul bilancio comunale. Il timore è un incremento dell'Ici, l'imposta comunale sugli immobili che - cancellata per l'abitazione principale - è ancora in vigore per gli altri immobili (la paga un milanese su quattro). «Come pare di capire dalle dichiarazioni dell'assessore al Bilancio Bruno Tabacci - spiega il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici - le entrate ordinarie non permettono di coprire le spese correnti. Non poche preoccupazioni sorgono, in particolare per coloro che son tenuti a pagare l'Ici, i quali sono i veri finanziatori del bilancio comunale».
Che fare dunque? Assoedilizia chiede «una drastica riduzione delle spese del Comune, a cominciare da quelle straordinarie». E poi auspica una rivoluzione nel pagamento dei tributi.
Ma gli auspici dei proprietari di case non si fermano qui. «Sorge anche l'esigenza impellente - secondo Colombo Clerici - di chiamare al finanziamento del bilancio una più vasta platea di utilizzatori della generalità dei servizi comunali». «A cominciare - questa sarebbe la ricetta - da coloro che, con l'attuale meccanismo fiscale, i servizi li consumano stabilmente a Milano, ma li pagano ai comuni ove risiedono: alludiamo a pendolari e city users». Insomma nel mirino ci sono coloro che non vivono in città: «Il vero principio cardine sul quale basare il federalismo fiscale municipale - secondo Colombo Clerici - dovrebbe esser dunque quello per cui il gettito tributario va devoluto agli enti comunali che forniscono i servizi».
Dunque, secondo i proprietari di immobili dovrebbero essere chiamati a pagare (più) tributi coloro che non vivono in città - spesso proprio perché non possono permetterselo - e che già nel loro Comune di residenza pagano le imposte sul reddito e le altre tariffe e tasse locali. E poi non solo si porrebbe il problema di come «intercettare» questi possibili contribuenti, ma anche del quadro normativo.