Assolombarda ai politici: «Progetti da sbloccare»

Appello bipartisan della Bracco: «Dalle parole passiamo ai fatti»

Andrea Fontana

«Sulle infrastrutture passiamo dalle parole ai fatti». Questo il messaggio di Diana Bracco, presidente di Assolombarda, che ieri ha convocato i parlamentari della Lombardia per un faccia a faccia su Brebemi, Pedemontana e Tangenziale est. Telegramma accompagnato dalla richiesta di un fronte politico unito e bipartisan che tenga calda la questione opere pubbliche sui banchi di Montecitorio e di Palazzo Madama, proprio nel momento in cui Palazzo Chigi denuncia l’assenza di fondi per i cantieri. L’industria regionale chiama a rapporto gli onorevoli per ribadire la necessità di infrastrutture e per chiedere a senatori e deputati di remare nella stessa direzione. Quella che possa sbloccare i progetti delle tre arterie stradali.
Una quarantina i presenti, da Buttiglione a Grillo, parlamentari di maggioranza e opposizione che ascoltano per due ore l’Sos degli imprenditori alla presenza degli ad di Brebemi e Tem, Bruno Bottiglieri e Giuliano Asperti. L’allarme lanciato da Diana Bracco e dai presidenti degli industriali bresciani e bergamaschi, Franco Tamburini e Alberto Barcella, parte dai numeri del deficit regionale in materia di strade e autostrade: una rete su cui viene trasportato oltre un quinto delle merci che circolano su strada in Italia, dove viaggia il 16%, dove avviene un incidente su cinque, ma che può contare solo su 13 chilometri di strade ogni 10mila abitanti, mentre a livello nazionale la media è superiore ai 30 chilometri. La Bracco ha sottolineato la necessità di far ripartire Milano come via di collegamento tra Italia ed Europa. La Milano-Bergamo-Brescia, la Pedemontana e la Tem sono in questo senso un passaggio chiave. «I tre interventi autostradali - ricorda la relazione presentata da via Pantano - consentirebbero di risparmiare 29 milioni di ore di viaggio all’anno e, in termini monetari circa 1 miliardo di euro all'anno in minori tempi di percorrenza».
«La priorità in questo momento è la Pedemontana che si avvicina alla fase del progetto definitivo - spiega l’ulivista Erminio Quartiani -, mentre per la Brebemi occorre ripresentare il progetto di finanziamento per coprire gli 820 milioni non ancora coperti. Ma la selezione delle urgenze deve tener conto anche delle opere ferroviarie come la Gronda Nord e le nuove linee della metropolitana di Milano». Per il vicesindaco De Corato inutile parlare di scadenza: «Il governo piuttosto che venire a Milano ad ascoltare i problemi, deve individuare un ente decisore che sappia attuare la fase attuativa: può essere ad esempio un commissario o il presidente della Regione dotato di poteri straordinari. A Milano abbiamo realizzato molte opere proprio grazie ai poteri straordinari assegnati dal governo al sindaco».