«Assumeremo più medici per tagliare le attese»

Specialisti negli studi dei medici di famiglia

«Che se ne dica, siamo i primi in classifica». Il direttore generale della sanità in Regione Lombardia Carlo Lucchina sa bene che il problema delle liste d’attesa è una spina nel fianco. Ma tiene a precisare che in Lombardia la situazione non è poi così male, anzi.
Direttore, non c’è paragone rispetto a una decina di anni fa, vero?
«Verissimo. Ora abbiamo ridotto i tempi del 30 per cento. E possiamo affermare in tutta tranquillità che il 75-80% delle visite specialistiche viene effettuato nell’arco di un mese. Non di più. Non abbiamo criticità particolari».
Però si può ancora migliorare.
«Miglioreremo di sicuro. Abbiamo confermato i 60 milioni di risorse previsti per dare risposte forti sulle prestazioni più a rischio, cioè oculistica e cardiologia. Questa cifra ci permette di proseguire con i nostri piani
Per cosa saranno utilizzati i finanziamenti?
«Per assumere più personale medico e per acquistare nuovi macchinari per gli esami».
Già molti ospedali fanno esami la sera o il sabato mattina per smaltire il lavoro.
«È la strada giusta per esaurire le richieste».
Che consiglio dà a chi non vuole aspettare troppo?
«La prima visita, l’ecografia e tanti esami possono essere tranquillamente fatti negli ospedali territoriali e non per forza nei poli di eccellenza. Così si trova meno coda e la qualità è la stessa».
Quindi non è sempre necessario rivolgersi agli ospedali specializzati, che sono anche i più inflazionati?
«A meno che non si debba fare un esame molto difficile e specifico, si può andare ovunque».
Con il numero unico è migliorata la gestione delle liste?
«Sì, è più comodo per tutti. E soprattutto si evita che la gente prenoti in più ospedali creando le cosiddette liste fittizie».
Quale sarà il prossimo passo della Regione per accorciare ancora i tempi?
«Abbiamo in programma una sperimentazione con i medici di medicina generale. Quelli associati potranno ospitare un medico specialista alla settimana che effettuerà le visite nei loro studi».
E così si eviterà che la gente debba andare in ospedale.
«Certo, vuol dire meno code e servizi uguali».
Come ci si può rendere conto dei tempi di attesa nei vari ospedali?
«Dall’anno prossimo saranno pubblicate on line le classifiche con i tempi e gli esami più richiesti. Già alcuni ospedali lo fanno».
Cosa sono? Pagelle?
«Si tratta di un data base con le migliori performance degli erogatori sanitari sulle visite specialistiche più diffuse».