Assundham, talebana di SpaccaNapoli: «Anche le musulmane ridono con me»

Rosalia Porcaro è la star di «Markette». Grazie a un’afghana che parla napoletano

È partita da Convenscion, poi ha conquistato Zelig, ora è nel cast di Markette con Piero Chiambretti su La7. Rosalia Porcaro, 40 anni portati da dio, napoletana, ha lanciato l’operaia Veronica, l’amante Natasha, la casalinga disperata. Ma soprattutto Assundham, l’afghana napoletana di Spaccakabul, uno dei personaggi più divertenti della stagione. Assundham ha il suo volto e le mani di Alessandra Faiella che collabora ai testi con lei. Ha appena girato un corto «Ti amo Godzilla», sta preparando un nuovo tour teatrale, presta il viso, bellissimo, alla pubblicità del Lotto.
Ma di chi è figlia Assundham?
«Un po’ di Sabina Guzzanti. Fu lei a dirmi “perché non provi a inventarti una donna araba? È un po’ di Veronica, l’operaia precaria. Assundhham è una Veronica con il velo che parla napoletano».
Una scelta coraggiosa puntare su un’afghana.
«Una scelta coraggiosa che sono contenta di aver fatto».
Non è un po’ difficile fare umorismo sull’Islam?
«Ho avuto già i miei problemi...»
Cioè
«Il presidente dei giovani musulmani scrisse che Assundham era offensiva per le donne musulmane».
E invece?
«Invece l’associazione delle donne musulmane mi difese a spada tratta. Scrissero che la mia non era satira religiosa ma un commento sulla condizione della donna di ogni cultura compresa la loro. Hanno capito che sono dalla loro non contro di loro».
Mai trovata a disagio per una battuta?
«Finora no. Ma io non faccio battute gratuite od offensive sulle donne, non prendo mai in giro la religione».
Più facile far ridere o sorridere
«Sono tempi difficili. Ma è bello far sorridere».
Più facile ieri od oggi?
«Oggi il pubblico a volte fa fatica a ridere su argomenti come questi. Si irrigidisce un po’, c’è paura nell’aria»
L’umorismo allontana o avvicina le persone
«Non le allontana di sicuro. Una battuta sdrammatizza».
Su cosa è meglio non scherzare
«Io non ho tabù. E il modo in cui si scherza che a volte non va bene. Essere volgari per esempio».
Che cosa non fa ridere
«Voler far ridere a tutti i costi».
Assundham, Veronica, la casalinga disperata. Solo le donne sfigate fanno ridere?
«È un po’ la mia chiave: donne ai margini che vincono il disagio con l’ironia, è il comico che nasce dal grottesco. La condizione femminile poi spesso è uguale dappertutto».
Perché gli attori fanno ridere più delle attrici?
«Perché tradizionalmente il maschio è più libero di rendersi ridicolo. Ma le cose stanno cambiando».
È capace di ridere di sé?
«Sì, anche se a volte mi prendo così sul serio da non sembrare di certo una che fa ridere».
E se gli altri ridono di lei...
«Facciano pure. In fondo è quello che voglio...»
Ci fa fare un salutino da Assundham?
«Mio figlio Abdul che guarda sempre l’Isola dei famosi mi ha detto: ma perché mammà se agli italiani piace tanto non mangiare, non bere e non avere una casa, non si fanno fare guerra dagli americani?...».