«Assunto grazie a Cusumano? Ma se ho rifiutato»

Parla Filippo Bellanca, assistente del senatore ex Udeur ora al Pd dopo il voto di fiducia a Prodi: «Quel posto non mi interessa, lo stipendio è basso»

da Roma

Toh, chi si rivede. Uno che non si era mai visto prima ma di cui si è sentito parlare, e tanto, nelle ultimissime ore di agonie del governo Prodi. È l’uomo misterioso che secondo Maurizio Gasparri di An avrebbe ottenuto un incarico alle politiche agricole in cambio del voto contrario del senatore Udeur Stefano Cusuamo (oggi nel Pd) a cui, da anni, mister X, alias Filippo Bellanca, fa da segretario particolare. Parla per la prima volta. Lo fa mal volentieri, «voglio essere dimenticato», dice. Ma alla fine cede.
Dicono che per tradire Mastella il senatore Cusumano ha preteso una poltrona per lei...
«È una grandissima assurdità. Il senatore è persona per bene, il lavoro me lo sono trovato da solo»
L’onorevole Gasparri ha presentato un’interpellanza sulla sua assunzione all’Agecontrol sollevando più di un dubbio sulla straordinaria coincidenza tra la sua rapida assunzione e il discusso voto al Senato del suo senatore...
«Ma che dite! È talmente una cosa superata che non ho alcuna intenzione di entrare nel merito di questa affermazione. Mi sembra ridicolo parlare ancora di una storia tanto banale quanto ingigantita dai giornali. Non ritengo la mia assunzione all’Agecontrol meritevole di dibattito».
Ma un po’ di chiarezza serve.
«Era una cosa privata e me la sono ritrovata spiattellata ovunque. Che c’è da chiarire? E poi...».
Dica.
«Poi c’è da dire che io all’Agecontrol effettivamente sono stato assunto ma non ci lavoro né ci lavorerò mai».
Motivi di opportunità?
«Macché. Motivi economici: con 1.300 euro al mese, perché tanto andrei a guadagnare, non ce la faccio a traslocare dalla Sicilia e vivere a Roma. Ho moglie e tra pochissimo anche una figlia. Ecco perché ho ho preso carta e penna ed ho scritto una bella letterina all’Agecontrol nella quale chiedevo di posticipare la mia entrata in servizio per questioni personali».
Scusi, ma che andava a guadagnare 1.300 euro lo sapeva anche prima di ottenere il posto...
«No, non lo sapevo. Come tanti altri cittadini italiani ho fatto una regolare domanda per riuscire a trovare un posto di lavoro. Ho inviato il mio curriculum ed ho incrociato le dita. Poi si sa come vanno le cose, uno prende quello che arriva. Fortunatamente sono stato preso. Ma non sono mica l’unico assunto all’Agecontrol».
È però l’unica assunzione presa dal direttore generale senza che il presidente dell’Agecontrol, Cesare San Mauro, ne venisse informato. Non lo trova strano?
«Non so che dirle, non mi intendo di queste cose. E comunque ribadisco che quel posto non mi interessa più. Certamente rinuncerò».
Il senatore Cusumano c’entra con la sua assunzione e con la decisione di mollare la poltrona?
«Il senatore non c’entra assolutamente niente. Non l’ho mai interpellato per questa storia, eppoi la mia posizione è stata regolarizzata in tempi diversi, precedenti, a quelli di cui ho letto sui giornali. Figurarsi se il senatore Cusumano faceva la sua scelta pensando a me. Mica tutti quelli che vengono assunti all’Agecontrol hanno avuto un padrino politico».
Senta Bellanca, un’altra cosa...
«No, grazie. Basta così. È semplicemente assurdo dover parlare di questa vicenda con tutti i problemi che ci sono oggi nel Paese. Arrivederci».
gianmarco.chiocci@ilgiornale.it