«Assunzioni esterne, un diritto se servono a governare bene...»

«Per rispetto alla Corte dei Conti non faccio alcun commento. Spiace però vedere sui giornali un atto che ancora non mi è stato notificato». Lo ha affermato il sindaco di Milano Letizia Moratti in relazione alla decisione del pubblico ministero della Corte dei conti di citare in giudizio il primo cittadino, tutti gli assessori e alcuni alti dirigenti di Palazzo Marino.
«Abbiamo chiesto di avere la notifica, che non è ancora arrivata», ha fatto sapere ieri il vicesindaco Riccardo De Corato al termine della giunta della mattina. «Risponderemo quando avremo gli atti - ha aggiunto -. Nel frattempo ci conforta sapere che da novantuno nomine inizialmente considerate ora la Procura si concentra solo su ventitrè e che da 11 milioni iniziali si è passati a 7 milioni di danni». Dall’opposizione segnali di «soddisfazione»: «Avevamo quindi ragione. La Corte dei conti nella citazione in giudizio conferma quanto da noi sostenuto: le assunzioni esterne dei dirigenti sono eccessive, non motivate da necessità di professionalità particolari, discrezionali e in alcuni casi non giustificate da curricula dei nominati all’altezza dei compiti a cui sono chiamati. In più il tutto inserito in una riforma organizzativa che amplia a dismisura l’alta dirigenza». Lo ha dichiarato Marilena Adamo, capogruppo Pd a Palazzo Marino. Che ha aggiunto: «Quello che ci dispiace però è che la giunta non abbia voluto ascoltare quanto andavamo dicendo dal luglio 2006, costringendoci al ricorso...». Per il capogruppo di Forza Italia Giulio Gallera, «queste sono soltanto le richieste del pubblico ministero, non una sentenza. Noi, comunque, difendiamo il diritto del sindaco di reperire anche all’esterno le risorse necessarie per far funzionare la macchina del Comune e dare le giuste risposte ai cittadini che l’hanno votata».