Assunzioni nelle Asl, a scegliere sarà il caso

Daniele Petraroli

Qual è il requisito più importante per trovare l’agognato posto fisso? Quali caratteristiche bisogna avere per aspirare a un contratto a tempo indeterminato che ha ormai (e purtroppo, aggiungeremmo) i tratti della leggenda? Capacità, competenze, titoli, anzianità di servizio? Assolutamente no. Serve solo una grande, immensa fortuna. Basta andarsi a leggere l’ultimo protocollo di servizio tra Regione Lazio e sindacati sulle assunzioni a tempo indeterminato di medici nelle Asl per rendersene conto. Volete sapere qual è il secondo criterio scritto nell’accordo firmato lo scorso 19 luglio? «Che alla data del 23 marzo 2005 fossero in servizio secondo le modalità di incarico previste». In pratica saranno assunti (quando il protocollo entrerà in vigore) esclusivamente le persone che in quella data avevano un contratto con la Regione. Con buona pace di tutti gli altri criteri (numero di ore lavorate, data del primo incarico, anzianità di laurea) che verranno prese in considerazione solo successivamente.
Ma andiamo con ordine. La questione è quella dei dottori impegnati in sostituzioni alle Asl come «medici dei servizi», quelli, per intendersi, che certificano esenzioni dai ticket, tessere alimentari o assistenza domiciliare. Molti di loro vivono da precari da anni, alcuni più di dieci. Fino a che a luglio, il 19 come dicevamo, la Regione decide di fare il possibile per assorbirli e firma un protocollo di servizio con i sindacati (Fimmg, Uil Fpl, Simet-Sumai-Cisl medici e Cgil). Peccato che i requisiti per l’assunzione siano palesemente assurdi. Il perché lo spiega una di loro, dottore alla Asl di Latina. «Il nostro tipo di contratto prevede espressamente un impegno massimo di sei mesi all’anno - spiega L.F., laureata dal 1987 e dottore titolare di guardia medica dal ’97 -; in alcuni periodi, dunque, siamo costretti a fare una pausa. Per esempio io svolgo queste sostituzioni da undici anni, ma poiché non lavoravo in quella data non verrò assorbita dalla Asl. Fissare una data precisa per decidere chi assumere o no diventa una lotteria». Già. Non conta più l’anzianità di servizio o le capacità professionali. L’unica cosa che interessa alla Regione Lazio è assumere chi il 23 marzo dello scorso anno aveva un contratto. «In tal modo entreranno moltissimi giovani, neolaureati, magari - continua L.F. -, che hanno avuto la fortuna di lavorare alla Asl in quel periodo. A questo punto potevano utilizzare il colore degli occhi per scegliere chi assumere e chi no. Le persone con gli occhi chiari sì, le altre no. In pratica è la stessa cosa».
L’accordo nasconde in realtà un altro criterio «temporale». Infatti, oltre al famigerato 23 marzo bisognava essere in servizio anche nel giorno della firma con i sindacati, il 19 luglio. Chi è sprovvisto di uno dei due «titoli» (fa uno strano effetto chiamarli così) rientrerà in un’altra graduatoria in attesa di tempi migliori. «La verità - conclude L.F. - è che con le nuove assunzioni diminuiranno sensibilmente i contratti temporanei. Così per noi il danno sarà doppio». Il protocollo entrerà in vigore solo dopo la pubblicazione sul Bollettino ufficiale della Regione Lazio il 30 agosto. Poi le varie Asl avranno un mese di tempo per compilare le liste dei dottori idonei, ma alcune sembrano si siano già attivate in questo senso. Intanto si annunciano migliaia di ricorsi di medici «sfortunati». Quelli cioè che, pur lavorando come precari da oltre un decennio, non avevano un contratto in una delle due date previste. La speranza è che prima di arrivare in tribunale i dirigenti regionali si rendano conto dell’errore e rettifichino l’accordo di servizio.