Asta per le frequenze 4G 2,3 miliardi di euro per le prime offerte

Quattro le società partecipanti all'asta. Assente la piccola Linkem. La maggior parte delle offerte per le frequenze della banda 800, considerate le più pregiate

Roma - E' scaduto oggi il termine per la presentazione delle offerte economiche per la partecipazione alla gara d'appalto delle frequenze 4G. Quattro le società che hanno presentato offerte per le diverse bande, rispettivamente da 800, 1800, 2000 e 2600 Mhz. 2,3 miliardi l'ammontare complessivo delle offerte inziale. Da domani i possibili rialzi.

Le frequenze Arrivano dal passaggio al digitale del panorama mediatico televisivo le frequenze messe all'asta dallo Stato. Le televisione "sfrattate" dalle frequenze avranno tempo fino al 31 dicembre per liberare le frequenze occupate. Entro quella data le frequenze dovranno essere passate al vincitore dell'asta. Particolarmente importante per le aziende tlc, l'acquisizione di nuove frequenze aiuterà a sostenere il traffico sempre più intenso dovuto all'utilizzo degli smarthpone e delle chiavette.

Le società in gara Scontata la presenza delle tre grandi, Telecom Italia, Vodafone e Wind, a cui va ad aggiungersi H3G, sulla cui partecipazione il mercato aveva invece manifestato qualche perplessità. Non partecipa Linkem, la società romana legata al Gruppo Cowen, gruppo di investimento con a capo Peter Cohen, ex membro del cda di Telecom Italia e Olivetti. La piccola società aveva presentato domanda di partecipazione, destando qualche dubbio, ma non ha poi presentato un'offerta economica.

La gara d'appalto Andranno all'offerente i lotti per cui sarà stata presentata una sola offerta nel corso della gara d'appalto, mentre per gli altri partirà subito la fase dei rilanci d'offerta. Difficile, secondo gli esperti, che le offerte vengano rilanciate di molto, soprattutto a causa dell'incerta situazione delle aziende di telecomunicazioni, sulle quali potrebbe essere applicata la Robin Tax. Le offerte iniziali presentate fin ora si aggirano intorno ai 2,3 miliardi di euro, la maggior parte dei quali in offerte per le frequenze in banda 800, considerate le più preziose e per la banda 2600, considerata ottimale da utilizzare in coppia con le frequenze in banda 800. Meno le offerte per la banda 1800, sulla quale si è esposta soltanto Telecom Italia per 155 milioni e nessuna offerta per la banda 2000. Tutti i pacchetti potranno comunque essere fatti oggetto di rilanci da parte degli offerenti.