Asta, la Isinbayeva record vola oltre Bubka

Oro ed ennesimo record mondiale a quota 5,05 metri per l'astista. La russa batte il suo "maestro" ucraino per numero di Olimpiadi vinte. "E ci vediamo a Londra per il tris"

Pechino - È una donna brava, bella, fortunata e ricca. E come tutte ama il piacere delle novità. Lo ha detto anche ieri mentre gli occhi brillavano, la gioia diventava contagiosa per tutto uno stadio, rimasto aggrappato a quel salto nel cielo scuro. «Senza record non ci sarebbe gusto, la vita sarebbe noiosa». Ed infatti Yelena Isinbayeva sforna record come Brigitte Bardot sfornava amanti. Se l’Olimpiade cercava una regina, Isi ha detto: “Eccomi!”. Stordito da Bolt il siluro, il Nido di Pechino ha stropicciato gli occhi per Isi la trapezista.

Venticinquesimo record della sua storia, seconda medaglia d’oro olimpica. La Isinbayeva ha battuto avversarie, primato e anche Sergey Bubka, amico e consigliere, che ha vinto una sola Olimpiade. È salita a m 5,05, un cm in più del precedente primato realizzato a Montecarlo. Insegue Bubka e lo copia. Quello per ogni centimetro passava alla cassa. Lei incasserà 50mila euro. Il conto è sempre pesante, Isi ogni anno guadagna intorno ai 3 milioni di euro. Ma non c’è niente che compensi un successo come questo. Aveva già vinto la gara a m 4,85, dopo aver saltato solo 4,70. Poi la solita lotta contro se stessa. Tre salti per passare i 4,95, altri tre per i 5,05. L’ultimo carezzando l’asticella, soave come il fruscio lieve del passo di una regina.

Una regina piena di voglie e di vita. «Perché questa è una notte speciale, davvero indimenticabile», ha confessato. Esplosiva anche nella sua danza della felicità. «Basta, basta salti» gli ha urlato in italiano Vitaly Petrov, l’ex tecnico di Bubka che l’ha presa in cura a Formia. Isi ormai capisce la nostra lingua, ama la nostra cucina, la nostra moda, la nostra musica. Anche se dal 2005 vive a Montecarlo. È una russa a modo suo. Un marchio di qualità per il mondo dell’atletica che, fra l’altro, conta di frequentare ancora a lungo. E continuerà la sua sfida con Bubka. Sfida o complicità, non si sa. «Voglio battere il numero dei suoi record. Continuerò a cercarli, conto di far gol anche a Londra nel 2012». Gol come dire medaglia d’oro. Magari con record. Avrà solo trent’anni. E davanti agli occhi un cielo pieno di stelle. E di dollari.

Nella notte della Isinbayeva, Usain Bolt ha fatto le prove generali per finale e record dei 200 metri: ha corso in 20”29 tirando il freno a 30 metri dal traguardo. Sembrava una scena già vissuta. Irving Saladino ha conquistato il primo oro nella storia di Panama. Ci sarà rimasto malissimo Andrew Howe, vedendo le misure: Saladino ha sbancato con 8,34. Per la terza volta nella storia nessun americano sul podio. Al contrario tripletta Usa nei 400 ostacoli vinti da Angelo Taylor che replica l’oro di Sydney 2000. I keniani hanno dominato nel mezzofondo, ma non è una novità.