Asta il pensiero siempre!

Manoscritti, lettere, documenti inediti: all’incanto spesso vanno piccoli tesori della letteratura. Questa settimana ci siamo &quot;giocati&quot; Hergè, Zola, Breton e Pessoa…<br />

Aggiudicato! Non solo quadri e sculture di riconosciuti maestri dell’arte. Ma anche lettere private, documenti scottanti, manoscritti segreti... All’asta, è il caso di dirlo, va di tutto. Anche “pezzi” importanti della letteratura mondiale che, peraltro, rischierebbero altrimenti di rimanere nascosti nei cassetti di eredi troppo gelosi e riservati. Quando invece il denaro chiama…

Quando invece il denaro chiama, come è accaduto in diversi casi nei giorni scorsi, sul mercato si possono trovare - come d’“incanto” - veri tesori. Proprio ieri il nipote del grandissimo disegnatore belga Hergè (1907-1983), il creatore di Tintin (a suo tempo accusato di collaborazionismo coi nazisti per aver lavorato con il quotidiano “Le Soir” nel periodo in cui era sotto il controllo diretto degli “occupanti”), ha deciso di mettere all’asta tutta l’eredità dello zio, che comprende oltre 300 tra lettere autografe, fotografie, schizzi e volumi autografi. I cimeli sono complessivamente stimati tra 15.000 e 20.000 euro, anche se gli esperti ipotizzano un ricavato superiore… “Non è per venalità, che io mi separo da questi documenti”, ha detto il nipote del celebre fumettista, il quale intende mettere un tratto definitivo sul suo passato, con “Tintin”, una presenza ingombrante nella sua vita. “Avevo più di uno scrupolo a mettere all’asta le lettere tra Hergè e i fondatori del giornale di Tintin. Ma io ho più di 60 anni e voglio porre fine a questa storia familiare”, ha dichiarato Georges Remi.

Da Parigi, invece, gli eredi di Emile Zola (1840-1902) hanno deciso di mettere all’asta – lunedì prossimo - una serie di documenti concernenti la vita e l’opera dello scrittore francese che si schierò con gli innocentisti nel caso Dreyfus scrivendo il celebre pamphlet “J’accuse!” (1898). La famiglia del grande romanziere, che custodisce il materiale nel suo archivio da oltre un oltre secolo, ha deciso di separarsi da una quindicina di fotografie fra le 700 scattate dallo stesso Emile Zola, da numerose lettere e alcuni manoscritti di poesie e romanzi. Tra i lotti spicca la documentazione relativa al famoso “affaire Dreyfus”: 150 pagine inedite stimate 130.000 euro. Fra le lettere in vendita ne figura anche una scritta da Zola all’età di 11 anni, datata 1851. Saranno battuti anche giornali scolastici e quaderni e una selezione mirata di autografi, tra i quali un testo teatrale inedito.

E sempre in Francia è tornata alla luce la corrispondenza del “padre” del Surrealismo Andrè Breton (1896-1966) con lo scrittore francese Julien Gracq. I manoscritti inediti sono riapparsi a un’asta di Couton et Veyrac a Nantes, dove sono stati aggiudicati pochi giorni fa per 75.000 euro. La corrispondenza composta da 35 lettere e cartoline copre un periodo che va 1939 al 1966 e permette di conoscere il parere di Breton sulla narrativa di Gracq, in cui l’eredità surrealista si risolve in una scrittura di grande originalità, poetica simbolica metafisica. Nella stessa asta sono stati venduti altri documenti particolarmente preziosi per ricostruire la storia letteraria francese del Novecento attraverso la vita e l’opera di Julien Gracq, scomparso a 97 anni lo scorso dicembre. Una lettera della scrittrice Colette, presidente del Prix Goncourt, attribuito a Gracq nel 1951 per “La riva delle Sirti”, è stata aggiudicata per 21.000 euro: si tratta di un inedito particolarmente significativo, dato che lo scrittore rifiutò il prestigioso premio che gli era stato assegnato.

Infine, un colpo di scena che arriva da Lisbona. Fra ingiunzioni legali, tentativi di far ritirare manoscritti dalla vendita e aggiudicazioni al ribasso si è svolta un paio di giorni fa nella capitale portoghese l’asta di documenti, libri e cimeli appartenuti al poeta Ferdinando Pessoa (1888-1935). Complessivamente sono stati venduti 70 lotti tra manoscritti, alcuni dei quali inediti, volumi, fotoe e ricordi appartenuti a Pessoa, in un’asta organizzata per celebrare i 120 anni della nascita dell’autore. Fatto curioso, un funzionario del Municipio di Lisbona ha cercato di far ritirare dall’asta 25 lotti, del quale il Comune reclamava la proprietà: ha minacciato il ricorso alle vie legali: una legge del 2007 stabilisce, infatti, che la Biblioteca Nazionale può impedire la vendita all’estero di manoscritti che costituiscono patrimonio nazionale. Comunque, nonostante il grande clamore suscitato dall’asta, decine di lotti sono rimasti invenduti… A mettere in vendita gli autografi sono stati gli eredi del poeta, i nipoti Manuel Nogueira e Miguel Rosa, che sono riusciti a disperdere poco meno di un terzo del materiale ancora in mano alla famiglia, compreso il prezioso «dossier Crowley», il carteggio tra l’inventore portoghese degli eteronomi e l’occultista inglese Aleister Crowley (1875-1947): è stato venduto per 50.000 euro, anche se nel catalogo dell’asta era stimato il doppio.