Asta da record per due dipinti di Portofino e Camogli nell’800

Opere di pittura, scultura e design, oltre a mobili e oggetti d’arredo nella battitura della Casa Boetto

Da Londra a Venezia, da Vercelli a Genova, il mese di ottobre si caratterizza come una sorta di «mese delle aste». E Genova non resta fuori dal giro, per merito della Casa «Boetto» di via Garibaldi che, confermando una tradizione decennale, mette in calendario per lunedì e martedì prossimi quattro tornate con Design, dipinti dell'Ottocento e Arte moderna e contemporanea. Sotto la spinta di un mercato dell'arte che vive un momento molto favorevole, la Casa d’aste Boetto ha concentrato le forze imbastendo tre eventi di livello. L'arte moderna e contemporanea è suddivisa in due tornate composte da 350 lotti. La prima sessione con inizio alle 11 e la seconda con inizio alle 16. Tra le opere più significative, quelle di Turcato con due tele dei primi anni 70, Corpora, olio su tela 50x40 del ’90, Morandini (un’importante opera del 1970), Boetti (due arazzi e una biro su carta del 1973, che ha nel titolo tutto lo spirito ironico-concettuale dell'artista: AELLEIGIACCAIEERREOBIOETITII). E inoltre, fra gli altri, opere di Crippa, Ben Vautier, Schifano, Dorazio, Fontana, De Chirico, Baruchello, Beuys, Dadamaino, Pomodoro, Messina, Salvo, Rotella, Costa, Paladino, Hains, Nigro, Radice, Corneille, Scialoja, Nitsch, Gilardi, Savelli, Vedova, e poi Tadini, Olivieri, Monachesi. Non manca una sezione dedicata al gruppo della Cracking Art con un opera di ogni componente e una raccolta di grafiche.
Ma non c’è solo l'arte contemporanea. Anche l'Ottocento è ben rappresentato con opere dei più importanti artisti rappresentativi di tutte le regioni. Per la Liguria, in particolare, è presente una veduta di Portofino di Giuseppe Sacheri e una di Camogli di Cesare Bentivoglio. Alle 16 di lunedì avrà inizio l'asta di design e arti decorative del ’900 (catalogo di 227 lotti disposti in serie cronologica per fornire una panoramica del secolo, dotato di ampio supporto bibliografico). Tra i diversi vetri di Murano si segnala un grande pesce di Seguso del 1938 (stima 30000 euro), e una coppa «a pennellate» di Carlo Scarpa per Venini del 1942 (stima 6000 euro). Tra le ceramiche una «Scena pastorale» di Ines Grande per Lenci del 1931 (3500 euro), una base di lampada in porcellana di Gio Ponti per Richard-Ginori datata 1927 (1500 euro). Tra i tessili, due grandi arazzi di gusto espressionista realizzati a punto catenella (3000 euro ognuno), un raro tappeto anni 50 di Renata Bonfanti (stima 3000 euro). Tra gli arredi, infine, una rara lampada disegnata da Magistretti nel 1948 (1200 euro), e un'applique di Max Ingrand per Fontana Arte del 1955 (2000 euro).