Astaldi: «Bene la fusione con Impregilo»

Dopo il rinnovo dell’azionariato Igli-Impregilo, torna di attualità l’ipotesi di un’aggregazione con Astaldi, il secondo operatore italiano nel settore delle grandi opere dopo, appunto, Impregilo. Il nuovo socio di quest’ultima - il gruppo Ligresti - si è sempre detto favorevole a questa prospettiva. Ieri anche dall’altro fronte, quello di Astaldi, sono venute parole positive per bocca del vicepresidente esecutivo Vittorio Di Paola: un’operazione opportuna, ha detto, che «vede il consenso del management di Astaldi e di Impregilo», ma su cui «si debbono esprimere gli azionisti». Comunque, «sia Astaldi sia Impregilo sono due aziende competitive così come sono, sia in Italia sia in Europa» e quindi «non hanno la necessità di mettersi insieme per forza».