Astri e psiche per capire l’uomo

C'era da raccontare il personaggio politico più importante della Liguria. Un libro da costruire su Claudio Scajola per strisciare anni di storia politica italiana. Di evoluzioni indagate con l'occhio del poi, che se ci sei dentro manchi la bitta e rischi la deriva. Di Stefano se n'è tirato fuori annegandoci in carte, libri e affini. Che a parlare di sé Claudio Scajola non ci tiene. A storia navigata, al «Come si definirebbe?» di Di Stefano, riesce a rispondere: «Se proprio vogliamo trovare un termine, questo potrebbe essere “un risolutore”, nel senso etimologico di una persona che non elude, ma affronta i problemi e cerca di dare ad essi una soluzione adeguata in tempi giusti. È un caratteristica che deriva dalla mia concezione di politica come arte del fare e del fare bene». È tutto. Le altre 285 pagine? Dall'archivio messo a disposizione dal presidente del Copaco e dal lavoro di ricerca a incrociare fatti vicini e lontani. Che la sfumatura, il taglio, l'altra testimonianza, diventano arrembaggi calibrati a scoprire l'uomo nel suo farsi politico. La narrazione a tratti romanzata è l'avvicinamento a latere.
L'autore ha bisogno di risalire sul treno che scese Ferdinando Scajola ad Imperia. Ha bisogno di fare i nomi che hanno scritto la democrazia in Italia per dare luce all'intraducibile. Mentre il giornalista raccoglie tasselli, consci e inconsci. Apre squarci e propone il non detto. La materia si rincorre da sola. Flash. Quasi la forma che dà chiarezza alla sostanza. Dentro deve starci tutto. Queste le regole del gioco.
Resta quel carattere di Claudio Scajola di cui nessuno dice. Bocche cucite. E chi s'azzarda a tracciarne un profilo? Lui stesso stoppa il giornalista. Libri e archivi a raccontare ben altro. Deduzione. E la macchina che elabora. Ritmi battenti e lunghi respiri. È in uno di questi che Di Stefano piazza la via di fuga. Fargli fare l'oroscopo. Un'intuizione azzeccata ad alleggerire una storia a morsa. Una curiosità che offre spunti psicologici. Di Stefano passa i dati di Scajola ad un sito Internet che elabora profili. Capricorno ascendente Scorpione. «Secondo l'interpretazione del suo piano astrale, tende a non parlare molto, ad essere poco espansivo o addirittura misterioso, preferendo tenere per sé pensieri ed emozioni. Ha un'innata sete di comprendere i misteri dell'animo umano e della società, e ciò lo rende maggiormente interessato alla psicologia. Ma soprattutto è audace, tentato dal brivido del rischio e delle sfide, e potrebbe disporre di risorse emotive e di energia davvero eccezionali». Ancora senso del dovere, aspirazione al successo e alla realizzazione dei propri progetti.
«Carattere industrioso e previdente, forse anche un po' rigido, essenziale e scorbutico. Ricerca l'essenza delle cose ed è poco incline ad astrazioni e voli di fantasia». Come leggere un oroscopo. Appunto. Tant'è che l'astrologo stesso dubita che a chiedere il profilo sia il soggetto studiato. E Di Stefano si sente meno folle. Un escamotage che a posteriori ci sta. A pelo d'acqua e ad ampio raggio. Ogni capitolo ha una storia a sé, con la voglia di arrivarci in fondo. Livelli scalati e scannerizzati: l'uomo che lascia fuori un privato che rientra prepotente dagli spifferi. La storia di Claudio Scajola non raccontata da lui. Decantata dalle migliaia di documenti che il giornalista-scrittore ha comunicato. Al di là di ogni trionfalismo.