«Atac, un bando su misura per Sita-Apm»

Un’interrogazione al sindaco e all’assessore alla mobilità per far luce «sul rispetto dei canoni di legittimità e trasparenza nello svolgimento dei bandi di gara della società Atac oltre a garanzie di imparzialità». A presentarla è il consigliere comunale dei Moderati Michele Baldi, «relativamente al bando di gara numero 17 del 2005 emanato dalla società Atac per la gestione di una rete di trasporto pubblico di linea in Roma». Secondo Baldi il bando è formulato in modo da poter esser vinto da un solo concorrente: «Tra i requisiti per la partecipazione alla gara, il bando richiede in modo specifico l’aver svolto nel triennio precedente trasporto passeggeri urbano su gomma in comuni con più di 150mila abitanti per 30 milioni di chilometri complessivi e possedere nel territorio del comune di Roma almeno due rimesse di superficie non inferiore a 15mila metri quadrati ciascuna. Si tratta di un requisito obiettivamente discriminatorio e irragionevole in quanto l’unico soggetto in grado di soddisfare tali caratteristiche è il raggruppamento Sita-Apm, già aggiudicatario delle tre precedenti gare di appalto». Baldi ricorda come «sin dalla prima gara di appalto i rapporti tra i membri del raggruppamento e le condizioni di prestazione del servizio sono apparse dubbie» e sottolinea che «esistono procedimenti penali, interrogazioni parlamentari e numerose denunce dalle quali emergono con chiarezza i discutibili criteri amministrativi e in particolare la preponderanza degli elementi tecnico-soggettivi che hanno portato a favorire il raggruppamento Sita-Apm, malgrado l’esistenza di offerte economiche più vantaggiose per l’amministrazione».