Atac contro Trambus «Violato il contratto»

Dura lettera a Morese e Allegra: «Utilizzati in modo non consentito i beni affidati per il trasporto»

Marcello Viaggio

Terremoto ai vertici del trasporto pubblico locale di Roma? L’Atac ha inviato una dura lettera, datata 23 novembre 2005 ma trapelata solo ora, a Raffaele Morese e Filippo Allegra, presidente e amministratore delegato di Trambus, e al dipartimento Mobilità del Comune, sull’utilizzazione del patrimonio Atac.
«Dobbiamo constatare - esordisce la missiva - che codesta società (Trambus, ndr) utilizza i beni affidatile da Atac in modi non consentiti né dalla convenzione quadro sulla gestione dei servizi di tpl del Comune di Roma per il periodo 2005-2011, né dai contratti di servizio, né tantomeno dal contratto di usufrutto attualmente vigente relativo al materiale rotabile e dal comodato di beni immobili intercorrente fra le due società». La prima contestazione a Trambus è «l’aver consentito la riproduzione cinematografica di materiale rotabile senza autorizzazione di Atac» e «l’uso a scopo pubblicitario (spot Coca-Cola) di materiale rotabile», in violazione dell’articolo 6 del contratto di usufrutto. Sott’accusa finiscono anche «l’uso, senz’autorizzazione, di impianti aziendali per eventi (manifestazioni, concerti, etc.) organizzati da terzi nel deposito di Grottarossa» e «la riconversione ad asilo nido di porzioni di edifici nelle rimesse Magliana e Tor Sapienza, in questo caso addirittura con l’inizio di lavori diretti a trasferire la sala movimento (per far posto all’asilo, ndr)».
A Trambus vengono poi contestate «opere edilizie abusive» nella rimessa Prenestina, «accertate con verbale dei vigili, per le quali è stato avviato procedimento amministrativo a carico della scrivente, in qualità di proprietaria, fatto già contestatovi il 16.12.2004; in detta lettera vi chiedevamo se erano state osservate le procedure di legge sullo smaltimento dell’amianto dalle coperture eternit, evidenziando le responsabilità penali in caso di violazione delle norme, con nessuna risposta da parte vostra». Sul materiale rotabile, Atac contesta «la mancata comunicazione su veicoli allo stato di rottame» e «la modifica delle pedane handicappati sui veicoli Mercedes Citaro urbani e suburbani». Alcuni dei fatti esporrebbero Atac, sottolinea la lettera, al rischio di responsabilità civili, amministrative e penali. L’azienda si riserva sanzioni e diffida Trambus da ulteriori atti pregiudizievoli. Firmato il presidente Fulvio Vento e l’ad Gioacchino Gabbuti.
Sulle ragioni per cui i vertici del trasporto siano ai ferri corti, spiega il presidente romano di An, Vincenzo Piso, che «c’è un’anomalia di fondo. Trambus e Met.Ro. - afferma Piso - gestiscono il trasporto in termini pratici, mentre gli acquisti di mezzi, gli appalti, i progetti, vengono fatti da Atac-Sta. Queste ultime, non conoscendo bene le esigenze del trasporto locale, spesso hanno acquistato mezzi che non vanno bene, come i 18 metri. Trambus talvolta agisce fuori dai rapporti contrattuali con Atac, è vero, ma il più delle volte è costretta a intervenire in tempi brevi per correggere e modificare anomalie sui mezzi». Come le pedane handicappati dei Mercedes? «Sì, anche quello - incalza l’esponente di An -. Ora è scoppiato un vero conflitto fra i due management. Tutto è nato qualche settimana fa, con un servizio tv molto critico proprio sul trasporto disabili. Veltroni si è infuriato e ha chiesto spiegazioni all’Atac, che a sua volta ha scaricato le colpe su Trambus. I mezzi, però, li ha comprati Atac. A Trambus c’è chi teme di diventare un capro espiatorio». Quanto all’asilo nido di Tor Sapienza, per Piso è «sacrosanto. Serve per i figli dei dipendenti. Ci saranno stati intoppi burocratici, ma non era il caso di lanciare anatemi per questo».