Atalanta centra la salvezza. Sassuolo a punto dal Milan

Il Sassuolo con di Sansone, Peluso e Trotta si avvicina pericolosamente al Milan. Borriello regala la salvezza all'Atalanta

Le partite valide per la 35esima giornata del campionato di serie A dopo i primi tempi: Atalanta-Chievo 1-0; Bologna-Genoa 2-0; Sampdoria-Lazio 2-1; Torino-Sassuolo 1-3. Si attende il match di questa sera tra Fiorentina e Juventus.

Atalanta-Chievo: 1-0

Con un gol del solito Borriello, al quarto centro in una settimana, l'Atalanta piega il Chievo ed archivia la salvezza. Nerazzurri più intraprendenti sin dalle prime battute, il Chievo invece punge in contropiede. Il primo tiro in porta è di Diamanti all'11', con Bizzarri che blocca il sinistro velenoso del trequartista. Il Chievo risponde al 22' con Birsa, che sfiora l'incrocio su punizione. Atalanta ancora pericolosa dalla lunga distanza con Toloi, che al 26' costringe Bizzarri ad un prodigioso intervento. Poi, in pochi minuti, Reja perde prima Paletta, quindi il subentrato Stendardo per infortunio. Nel finale di primo tempo Castro va vicino alla rete sugli sviluppi di un calcio d'angolo. Il risultato si sblocca nella ripresa. E' il 10' quando Diamanti ci prova di prima intenzione colpendo una traversa, sulla ribattuta si avventa Borriello che non sbaglia. Il Chievo reagisce, Maran fa entrare Pellissier ed Inglese ed i veneti alzano il baricentro. Birsa impegna Sportiello al 19', sul ribaltamento di fronte Bizzarri si oppone a Diamanti. Al 30' Atalanta in dieci: Gomez commette fallo di reazione su Hetemaj e si becca il rosso. I veneti spingono fino alla fine, ma Sportiello dice di no a Radovanovic ed il risultato non cambia.

Torino-Sassuolo: 1-3

La festa per l'intitolazione dello stadio Olimpico in memoria del Grande Torino è stata rovinata da un Sassuolo mai domo, che ha vinto (con merito) per 3-1. Gli emiliani, dopo l'iniziale vantaggio, firmato da Sansone, erano stati riacciuffati da Bruno Peres, prima di imporsi nella ripresa, grazie a una testata vincente di Peluso e alla rete in contropiede siglata dal neoentrato Trotta (al primo gol in serie A). In più l'arbitro Fabbri non ha concesso un rigore in favore degli ospiti, al 10' del secondo tempo, ignorando un chiaro fallo in area di Moretti su Falcinelli. Con questa vittoria il Sassuolo si porta a una sola lunghezza di distanza dal sesto posto, occupato al momento dal Milan, impegnato domani al "Bentegodi" contro l'ormai retrocesso Verona. Nei padroni di casa, orfani degli indisponibili Avelar, Immobile, Maksimovic e Obi (ko durante il riscaldamento pre-gara), Giampiero Ventura ha puntato sul collaudato 3-5-2, inserendo dal primo minuto Bovo, Glik e Moretti a protezione di Padelli; Bruno Peres, Acquah, Gazzi, Baselli e Gaston Silva sulla linea mediana; con il duo offensivo composto da Belotti e Martinez.

In campo a metà del secondo tempo Benassi, negli ultimi dieci minuti Maxi Lopez (in condizioni fisiche non ottimali). Relegati in panchina, invece, Molinaro, Zappacosta e Vives. Negli ospiti, privi di ben sette giocatori infortunati (Missiroli, Antei, Laribi, Terranova, Gazzola, Biondini e Defrel), Eusebio Di Francesco ha confermato il solito 4-3-3, scommettendo in avvio su Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi e Peluso, posizionati davanti a Consigli; su Pellegrini, Magnanelli e Duncan, messi nella zona nevralgica; con Berardi, Falcinelli e Sansone nel trio d'attacco. Spazio durante la ripresa a Politano e nel finale a Trotta. Pronti, via e il Sassuolo è passato in vantaggio: al 2' Duncan è andato via a sinistra, ha messo in mezzo un bel pallone e Sansone ha insaccato di testa. Dopo cinque minuti il Torino ha raddrizzato la gara, segnando incredibilmente in contropiede. Dopo un corner calciato male, gli ospiti si sono fatti sorprendere dalla ripartenza di Baselli, il quale ha servito Bruno Peres, bravo a saltare Vrsaljko e a depositare in rete con un bel destro in diagonale. Negli ultimi minuti della prima frazione, poi, il Toro ha sfiorato il raddoppio con Martinez (servito da Bruno Peres), che ha colpito in pieno l'incrocio dei pali. A senso unico la ripresa, con gli ospiti padroni del campo. Al 10' Fabbri ha incredibilmente lasciato correrre il gioco dopo l'intervento di Moretti su Falcinelli. Alla mezzora, su corner battuto da Berardi, Peluso ha anticipato tutti e ha battuto di testa l'incolpevole Padelli. Nei minuti di recupero, infine, il classico gol in ripartenza siglato da Trotta, che ha sancito il definitivo 3-1 per il Sassuolo.

Sampdoria-Lazio: 2-1

La Lazio spreca di tutto, rigore compreso, la Sampdoria rimonta e ipoteca la salvezza. Djordjevic illude Inzaghi, Fernando rianima Montella, quindi Viviano ipnotizza Candreva e l'ex Diakitè, in maniera piuttosto rocambolesca, firma il definitivo 2-1. Secondo ko di fila per la Lazio, che forse dice addio all'Europa League, mentre la Samp vede ormai il traguardo vicino battendo i biancocelesti dopo 6 anni. La partenza della Lazio coglie impreparata la Sampdoria, che Montella ha schierato con il consueto 3-4-2-1 ma con Muriel e Krsticic (in panchina Soriano e Correa) alle spalle del rientrante Quagliarella: sul cross di Candreva, Djordjevic sovrasta Silvestre - sostituto dello squalificato Ranocchia - e non lascia scampo a Viviano. La Lazio è padrona del campo, ma commette un grave errore: sbaglia due chiare opportunità per il raddoppio con Keita e soprattutto Candreva (decisivo Dodò) e così la più classica delle leggi non scritte del calcio si avvera puntualmente. E' il 20' quando Krsticic cerca Quagliarella, la palla sfila apposta per l'inserimento di Fernando, freddissimo davanti a Marchetti nel realizzare il quarto gol stagionale. L'1-1 rianima la Samp, anche se Candreva tenta un gol da posizione impossibile: la punizione di Muriel mette qualche brivido a Inzaghi, quindi Diakitè non arriva per un soffio sul tirocross di Dodò.

E' comunque una gran partita: Viviano è strepitoso su Keita, poi si conferma ancora un pararigori d'eccezione. Si fa ipnotizzare Candreva, che proprio al 45' avrebbe l'occasione del nuovo vantaggio biancoceleste: Dodò atterra Keita, nessun dubbio per Rizzoli ma Viviano addirittura blocca il destro dell'87 laziale. Quagliarella e Muriel costringono Marchetti al doppio intervento ravvicinato, la Samp inizia la ripresa con piglio deciso e così Inzaghi, che nel frattempo ha perso incisività in avanti, si gioca la carta Felipe Anderson per un Candreva che ha perso smalto col passare dei minuti, complice il rigore fallito. Montella replicherà con Correa per Muriel. Al 69' Biglia lancia lo scatenato Keita, invito al bacio del nazionale senegalese per Djordjevic che fallisce clamorosamente l'appuntamento col pallone e la doppietta personale a tu per tu con Viviano. L'ennesimo spreco viene pagato a caro prezzo dalla Lazio: sul colpo di testa di Silvestre, Marchetti compie un mezzo miracolo, la palla rimbalza sulla traversa e poi si scatena una mischia clamorosa che porta al 2-1, con Diakitè l'ultimo a toccare. La Lazio non ne ha più, anche se serve ancora Viviano per anestetizzare la punizione di Biglia al 94'. La Samp tocca quota 40 e Montella può tirare un sospiro di sollievo, la Lazio ripone nel cassetto i sogni d'Europa.

Bologna-Genoa: 2-0

Giaccherini e Floccari. Sono loro a firmare la salvezza del Bologna, che al "Dall'Ara" di fatto chiude la pratica battendo 2-0 un Genoa mai in partita. A tre giornate dalla fine il vantaggio sulla terzultima (il Palermo vittorioso a Frosinone) rimane di 8 punti. Donadoni ritrova grinta, gioco e gol (prima di oggi appena 4 in 12 giornate) nella giornata più importante e aggunta la fatidica soglia dei 40 punti. I felsinei azzannano il match dal primo minuto: c'è da riscattare la vistosa flessione degli ultimi due mesi (non vincevano dal 14 febbraio a Udine) e soprattutto l'ultima roboante sconfitta per 6-0 a Napoli, che ha fatto vergognare il tecnico. Sotto le Due Torri si presenta un Genoa in grande spolvero con 3 vittorie nelle ultime 4 giornate e la salvezza in tasca. Il vantaggio già al 12' è una logica conseguenza: passaggio filtrante geniale di Brienza, oggi in "versione Pirlo", per Giaccherini che non perdona davanti a Lamanna. Grifone non pervenuto nella prima mezzora. Il ruolino di marcia in trasferta del resto parla chiaro: con la sconfitta odierna sono appena 2 vittorie e ben 12 ko. I padroni di casa, dal canto loro, si limitano a controllare senza affondare il colpo. Ne viene fuori un primo tempo a basso ritmo, in un clima quasi da amichevole. (AGI) Il Bologna però rischia di pagare cara la prima sbavatura difensiva: al 40' Masina sbaglia la linea del fuorigioco e Pavoletti si ritrova tutto solo in area. Il bomber calibra male la conclusione e Mirante ci arriva con un piede. Gasperini inizia la ripresa con Suso per Matavz: bocciato l'esperimento del doppio centravanti. Il primo squillo è sempre degli emiliani con Rizzo che da destra converge sul mancino e prova il diagonale, nessun problema per Lamanna che blocca a terra. E' sempre la squadra di Donadoni a fare la partita: ci provano Maietta (gran girata al volo su corner) e Brighi dal limite (Lamanna blocca in due tempi). Dai e dai, al 18' arriva il fortunoso raddoppio di Floccari: il rinvio di Ansaldi rimbalza sul piede sinistro dell'ex Sassuolo e supera un immobile Lamanna. I cambi di Gasperini (soprattutto Suso) regalano un pò di verve agli ospiti, ma di tiri verso la porta di Mirante neanche l'ombra. Al 32' lo spagnolo ex Milan fa tutto da solo: si libera di un avversario e calcia dai 25 metri, Mirante controlla la sfera che finisce sul fondo. E' l'ultima nonchè unica chance del Grifone, che torna a casa a mani vuote dopo una prestazione vuota. Ma Gasperini il suo lo ha già fatto conquistando anche quest'anno la salvezza con largo anticipo.