Atene, pietre e molotov davanti al parlamento La perizia: Alexis ucciso da un colpo di rimbalzo

Quinto giorno di scontri nella Capitale greca. Circa 200 manifestanti hanno lanciato sassi e pietre contro la polizia. Gli agenti hanno risposto con cariche e lacrimogeni. Scontri anche a Salonicco. Indiscrezioni sulla perizia: "Ucciso da un proiettile di rimbalzo". Il ministero non conferma

Atene - Ancora scontri tra polizia e 200 manifestanti davanti al parlamento. I manifestanti hanno lanciato sassi e petardi contro la polizia schierata a difesa del parlamento, che ha risposto con i gas lacrimogeni. I circa 200 estremisti, al grido di "Polizia assassina!" hanno lanciato anche alcune bottiglie molotov contro la polizia, che risponde con piccole cariche di contenimento. Dietro ai manifestanti violenti è ancora schierata la folla che partecipa alla grande manifestazione sindacale, che sembra incerta sul da farsi.

Scontri a Salonicco Scontri fra giovani e poliziotti sono scoppiati anche a Salonicco a margine di una manifestazione di circa 2mila persone fra cui numerosi studenti, scesi nuovamente in piazza per protestare per l’uccisione del ragazzo di 15 anni. Gli scontri sono cominciati quando il corteo è arrivato davanti al ministero di Macedonia-Tracia, protetto da un cordone di polizia. Dei giovani hanno lanciato diversi oggetti e la polizia ha risposto con i gas lacrimogeni. Un’altra manifestazione di circa 2mila militanti comunisti, anche nel centro di Salonicco, si è invece svolta pacificamente. Le due proteste erano state organizzate dai sindacati a margine di uno sciopero generale di 24 ore.

La manifestazione Oggi nella capitale greca sono previsti anche altri cortei per lo sciopero generale di 24 ore convocato dai sindacati. Un gruppo consistente di manifestanti, composto di studenti e insegnanti, ha cominciato a sfilare con striscioni che invocano le dimissioni del capo del governo greco di centrodestra, Kostas Karamanlis: "Rimandate Karamanlis". Altri striscioni definiscono il governo uno "Stato di assassini". Nel frattempo un altro corteo di militanti del Fronte comunista sindacale (Pame), riuniti in occasione dello sciopero generale, sfila verso il ministero del Lavoro. La manifestazione dei sindacati è prevista in centro città a partire dalle 13. Le confederazioni, che protestano contro la politica di austerità promossa dal governo, hanno invitato tutti a manifestare nella calma, dopo tre giornate di disordini e violenze, che sono proseguite anche questa notte dopo i funerali del giovane.

La perizia sullo studente Dai risultati preliminari della perizia balistica è emerso che il 15enne Alexis Grigoropoulos è stato ucciso da un proiettile di rimbalzo. Lo hanno riferito fonti del tribunale di Atene. Se confermata, la perizia avvalorerebbe la tesi dell’agente incriminato che il colpo partì in modo accidentale. Secondo le prime conclusioni dei medici legali e dei periti nominati dalla famiglia, il proiettile "è un poco deformato, il che dimostra che ha toccato una superficie dura" prima di colpire al petto Grigoropoulos, 15 anni, uccidendolo sul colpo. Un portavoce del ministero degli Interni, tuttavia, ha fatto sapere che "non esiste ancora alcun risultato ufficiale dell’autopsia e dell’esame balistico del giovane ucciso sabato scorso ad Atene". L’agente ha sostenuto di aver esploso due colpi in aria e uno a terra, che avrebbe colpito di rimbalzo Alexis. Il procuratore aveva invece creduto alla versione dei testimoni, secondo cui lo sparo mortale sarebbe stato ad altezza d’uomo e senza provocazioni, e lo ha accusato di omicidio volontario.

Molotov al tribunale Scontri si sono verificati fra polizia e manifestanti davanti al tribunale di Atene dove oggi si presenteranno in aula i due poliziotti accusati nell’ambito delle indagini sull’uccisione di Alexis Grigoropoulos. Si registra il lancio di almeno un paio di bottiglie incendiarie all’arrivo al palazzo di giustizia dei due agenti. Le molotov sono state scagliate all’indirizzo dei due poliziotti da un folto gruppo di dimostranti, che si erano assiepati davanti alla sede giudiziaria. Gli agenti debbono essere interrogati dal magistrato inquirente, davanti al quale compariranno per la prima volta dall’inizio della vicenda.