Atenei milanesi in rimonta Bene Politecnico e Bocconi I numeri95%

C'è un motivo se quello dell'ingegnere continua a essere il profilo professionale italiano più richiesto all'estero. Se a maggio era arrivata l'indagine dell'Eures a rilevare questo dato, a spiegare le ragioni del successo interviene ora la classifica mondiale delle migliori università, realizzata dalla Quacquarelli Symonds (QS). La formazione e la ricerca italiane non sono in salute, ma alcuni atenei si sforzano comunque di rappresentare l'eccellenza. Con ottimi risultati, tutti in rimonta, molti dei quali riguardano il sistema universitario milanese. Per esempio: a elevare i giovani studenti di Ingegneria a professionisti di qualità, pochi atenei al mondo sono bravi come il Politecnico. L'università è ventottesima nella classifica delle trenta migliori facoltà di «Engineering and Technology» al mondo, venti posizioni guadagnate rispetto allo scorso anno.
Giovanni Azzone, il rettore, commenta così la notizia: «Siamo molto soddisfatti, anche perché questa classifica, tra i suoi criteri, ha un parametro che ci sta molto a cuore. Si tratta della valutazione dei responsabili delle risorse umane per le più grandi aziende internazionali. Secondo loro la qualità dei nostri laureati è addirittura nona al mondo. Il famoso Massaschussets institute o technology (Mit) di Boston, che domina la classifica QS da anni, è terzo. Teniamo conto, però, che il finanziamento ricevuto da ogni studente del Mit è quindici volte superiore a quello ricevuto dagli studenti del Politecnico, e che per il primo si chiedono 60mila euro, mentre per noi ne bastano 3mila». La ricaduta di tutto questo sul mercato del lavoro è ancora significativa: «I nostri laureati - continua Azzone - sono molto richiesti. Il tasso di occupazione a un anno dalla laurea è sopra il 95 per cento. Degli occupati, poi, solo il 16 per cento “scappa” all'estero, mentre l'impiego più richiesto è quello per le aziende che tengono in piedi l'economia del Paese, quelle cioè che esportano e intrnazionalizzano».
Un'altra apprezzata università cittadina, la Bocconi, è ventinovesima per il settore «Social sciences and Management», e ha scalato 17 posizioni dal 2012, ma a luglio aveva già ricevuto riconoscimenti da QS per i piazzamenti in Economia ed econometria (diciassettesima) e per Finance e accounting (ventunesima). Sono un po' meno rosee le valutazioni complessive. Tra gli 800 atenei selezionati da QS, infatti, bisogna arrivare al posto 188, dopo tutti gli Stati Uniti, il Regno Unito, l'Olanda, la Cina, il Giappone, Hong Kong, il Brasile e il Sudafrica, per trovare la prima università italiana: l'Università di Bologna, che ha guadagnato sei posizioni in più del 2012, seguita dalla Sapienza di Roma (196), che ha scalato venti posizioni, terzo e quarto posto rispettivamente per il Politecnico (230), che ne guadagna quattordici, e per la statale di Milano (235), più su di ventuno posti. Le università italiane entrate in classifica sono ventisei. Da registrare l'esordio per la Bicocca, finalmente nelle prime cinquecento.
Oltre ai parametri di valutazione dei datori di lavoro, gli altri criteri impiegati per la classifica riguardano la valutazione degli studenti, dei docenti e la reputazione presso gli enti di ricerca, nonché le citazioni delle pubblicazioni scientifiche.


Il policlinico di Milano si è piazzato tra le prime trenta università tecnologiche del mondo secondo la classifica di «QS»

La valutazione del Politecnico sale se si tiene conto del giudizio dei datori di lavoro delle aziende internazionali.

La percentuale degli ingegneri laureati al Politecnico che trova lavoro entro un anno dal conseguimento della laurea