"Atenei, troppi tagli" Formigoni guida la rivolta dei rettori

Vertice al Pirellone. Il presidente della Regione: "Federalismo nel sistema di finanziamento delle università". Manifesto comune Regione-rettori

«Una proposta al sistema italiano» dal governatore della Lombardia. Così un Roberto Formigoni dai toni leghisti annuncia il manifesto comune sottoscritto dalla Regione e dai dodici rettori delle università lombarde «per una riforma seria e forte dell’università». In concreto: «No a tagli indiscriminati e alla penalizzazione di università che danno qualità e competitività». Il presidente spinge anche sull’acceleratore federalista: «In base al titolo V chiederemo una regionalizzazione delle università. Intendiamo invocare anche per la Lombardia e le regioni a statuto ordinario l’autonomia di cui godono le regioni a statuto speciale».
Riunione con i rettori al ventinovesimo piano del Pirellone nel momento in cui il governo è alle prese con un riassetto che allarma gli atenei lombardi, che si sentono già discriminati dalla ripartizione dei fondi statali. All’uscita dall’incontro con Formigoni, il rettore della Statale, Enrico Decleva, presidente della conferenza dei rettori, invita a «rivedere il sistema di finanziamento delle università a livello nazionale». E caldeggia il federalismo universitario: «Il riordino dei trecento poli universitari nazionali si può fare solo a livello regionale». E ancora: «Non tocca alle università decidere se essere finanziate con le tasse che restano sul territorio ma se dipendesse da noi, daremmo favorevoli». Il rettore del Politecnico, Giulio Ballio, ribadisce le lamentele già espresse all’inaugurazione dell’anno accademico: «Le università lombarde dal 1995 ad oggi hanno ricevuto un miliardo di euro in meno di quel che sarebbe toccato loro in base ai modelli teorici di distribuzione dei fondi previsti dal ministero». E Marcello Fontanesi, rettore della Bicocca: «Fare massa critica e unirsi è fondamentale e questi incontri ci aiutano ad andare in questa direzione».
Formigoni si fa portavoce per intero del disagio dei rettori: «Diciamo no alle penalizzazioni e ai tagli discriminati, sì a una riforma che tenga conto del merito e della qualità». Nessuna polemica nei confronti del ministro dell’istruzione, Mariastella Gelmini: «Sosteniamo le sue ultime decisioni e quindi il decreto del governo della scorsa settimana, ma suggeriamo di andare avanti verso una riforma completa del sistema che tenga conto di merito e qualità». In sintesi: «Si possono limitare i fondi ma non si possono penalizzare quelle università che danno qualità e competitività a livello internazionale. Con questo documento diciamo no ai tagli indiscriminati, sì a una distribuzione dei fondi sulla base del merito e della qualità».