Ateneo di Padova, sbarca la pagella per docenti Saranno gli studenti a dare i voti ai professori

Lo aveva proposto il ministro Gelmini e ora, almeno all'Università di Padova, le pagelle per i docenti diventano realtà. Promozioni, rinnovo del contratto, premi e sanzioni, tutto sarà deciso anche dai giudizi degli studenti

Padova - Il ministro Gelmini lo aveva proposto già da tempo. A valutare la competenza degli insegnanti dovrebbero essere anche gli studenti. Detto, fatto. A introdurre il nuovo sistema nel proprio ordinamento ci pensa il Senato accademico dell'Università Bo di Padova. 

Gli studenti decideranno il futuro dei docenti "La valutazione degli iscritti ai corsi sarà fondamentale", dicono dall'Ateneo. "Premi, sanzioni, rinnovi degli incarichi universitari, tutto dipenderà anche dai giudizi stilati da chi ha frequentato le lezioni dei docenti". I prof sono puntuali? Sanno spiegare? Non si limitano a leggere i libri ad alta voce ma sanno rendere interessante la materia? Sono disponibili a ricevimento? Tutte queste variabili saranno valutate e contribuiranno a decidere la sorte dei docenti. Perché proprio qui sta la novità. Le schede di valutazione dei docenti c'erano già prima, ma non avevano il ruolo fondamentale che gli verrà assegnato da ora in poi. Una valutazione negativa servirà a valutare se rinnovare o meno un incarico, una positiva a premiare gli insegnati davvero validi, costituendo un titolo preferenziale per l'assegnazione degli incarichi.

Entusiasti gli studenti L'unione degli studenti di Padova non poteva che approvare la decisione del Senato accademico. "E' una conquista che ci avvicina ai modelli internazionali", dicono i ragazzi, "e che soprattutto ci consente di prendere parte alla valutazione di chi insegna, rendendo sempre più partecipata la didattica". Invita alla prudenza il prorettore Scutari, che esprime delle riserve sulla proposta: "Prima dobbiamo capire cosa diranno i decreti attuativi, che ancora non ci sono. La cosa è molto delicata anche da un punto di vista legale e e non è detto che si riesca a garantire l'obiettività dei giudizi".