Ateneo, voragine da milioni di euro

L'Università degli studi di Genova sembrerebbe sull'orlo della banca rotta. Il condizionale è d'obbligo perché la nota ufficiale arrivata nel tardo pomeriggio di ieri, dice e non dice. Ma le parole rilasciate dal Magnifico Rettore Gaetano Bignardi lasciano intendere che quanto si sia appurato da verifiche interne abbia lasciato di stucco l'intero consiglio di amministrazione dell'Ateneo. «Abbiamo riscontrato debiti di rilevanti entità non preventivati a bilancio» spiega al Giornale Gaetano Bignardi. La cifra del buco non è stata resa nota ma «stiamo parlando - aggiunge il Rettore - di cifre non inferiori a diversi milioni di euro». Irregolarità finanziarie? Forse. Questo Bignardi non lo dice ma sono sicuramente significativi i provvedimenti presi dal consiglio di amministrazione straordinario, riunitosi martedì per discutere sulla «ricognizione dei vari aspetti gestionali e di preanalisi sulla situazione finanziaria». All'unanimità è stato deciso e deliberato che il Rettore segnali alla Corte dei Conti, per gli eventuali provvedimenti di competenza, quanto è emerso da alcuni accertamenti interni che sono stati recentemente avviati. Il Rettore infatti ha posto in luce alcune criticità di natura finanziaria, alcune risalenti all'inizio degli anni 2000 e precedenti, che potrebbero condizionare il funzionamento dell'attività amministrativa dell'Ateneo. Anni in cui, si precisa, l'attuale rettore non aveva ancora assunto la carica di Magnifico. I costi non preventivati, secondo alcune indiscrezioni, dovrebbero riferirsi ad alcuni appalti concessi dall'università per la ristrutturazione dell'albergo dei poveri. Costi e lavori che dovrebbero essere stati spalmati negli anni e che, a quanto pare, coinvolgono il bilancio attuale.
La situazione al momento risulta piuttosto grave anche se Bignardi una volta scagliata la prima pietra tenta di mettere il piede sul freno. «Abbiamo deciso di inviare una nota ufficiale a tutti gli organi di stampa proprio perché non volevamo che eventuali fughe di notizie potessero portare a distorsioni o fraintendimenti della realtà». Realtà che a ogni modo risulta quanto meno complicata.
Il Magnifico tuttavia esclude provvedimenti drastici come un possibile commissariamento dell'Ateneo. Realtà che alcune voci di corridoio, davano invece come una possibilità più che eventuale.
Ora invece i percorsi da cui ci si attende qualche risposta sono due: da un lato l'aspetto amministrativo contabile, per cui è stato richiesto un giudizio della Corte dei Conti, a cui spetta il competo di verificare le possibili irregolarità. Dall'altro si dovranno trovare le risorse e i sistemi gestionali per evitare il tracollo finanziario. «Escludo il commissariamento - ribadisce Bignardi - e anche se le difficoltà non mancheranno tenterò di risolvere i problemi nel modo più indolore possibile per uscire da questa situazione problematica». Del resto non è dato sapere anche se il Magnifico dichiara di aver fatto quello che compete a ciascun cittadino che «una volta riscontrata l'anomalia di un possibile danno erariale si rivolge alle autorità di competenza». A questo punto si attendono i giudizi e «se venissero riscontrate alcune mie colpe - conclude il rettore - non esiterei ad assumermi le mie responsabilità, altrimenti, continuerò a lavorare per il bene dell'Ateneo».