Ater Roma: un debito da cento euro al minuto

Cento euro al minuto di debiti. Eppure la sinistra gongola: «Con la Finanziaria risaneremo l’Ater di Roma».
Una bella contraddizione, ma le cifre non lasciano spazio a dubbi. Il dissesto dell’ente è da capogiro: settecento milioni di debito. Ipotecato gran parte del patrimonio. Metà degli inquilini è morosa. Fiorente la vendita illegale di alloggi, chiavi in mano e soldi in bocca. Ogni minuto che passa, il debito cresce di 100 euro. Questa la realtà dell’Azienda per l’edilizia residenziale pubblica di lungotevere Tor di Nona.
Identica la situazione in quasi tutte le altre Ater del Lazio. Si sperava nella Finanziaria di Marrazzo, in qualche intervento legislativo tampone. Niente da fare. L’argine alzato dalla Finanziaria (art. 29) a sostegno dell’ente è uno stanziamento di appena 100 milioni. Servirà «a completare e costruire nel triennio 2007-2009 2mila nuovi alloggi di edilizia sovvenzionata nel Lazio», di cui la metà a Roma. La sinistra naturalmente ha parlato di «svolta storica». Per il presidente della commissione casa, Carapella, il provvedimento «dimostra che la Regione ha una politica della casa». Il presidente Ater, Petrucci, gongola: «Il pacchetto ci consente di risanare l’ente, permetterà di trasformare l’ex Iacp in una moderna azienda per le politiche abitative». La maggioranza spera evidentemente che i soldi si moltiplichino da soli. Il 7 dicembre, infatti, l’assessore ai lavori pubblici Astorre aveva precisato: nello stanziamento è compreso anche un programma per la manutenzione del patrimonio e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Ed il consigliere Fontana (Verdi): con i 100 milioni ci sarà spazio perfino per alloggi in bioedilizia. Tutto a costi stracciati: 40 milioni nel 2007, 40 nel 2008, 20 nel 2009. Da suddividere fra le sette Ater del Lazio. Sembra un sogno ad occhi aperti, ma parlare di sogni è perfino eccessivo.
Lo stesso Astorre a inizio dicembre, a Frascati, aveva addirittura preannunciato un provvedimento nel collegato alla Finanziaria «per portare al risanamento le casse dell’Ater». Non se ne parla più ed è meglio. Più realistica la sinistra estrema di Asia ed Action: «L’ente è un carrozzone inutile, meglio chiuderlo e trasferire tutto ai Municipi».
Le cifre del dissesto sono da capogiro. L’Ater di Roma, 53mila alloggi, possiede il 50% dell’edilizia Erp della regione. «Ma tale patrimonio è in parte ipotecato per arginare la crescita vertiginosa del debito - sottolineava il 14 settembre lo stesso Carapella - A oggi, i morosi sono il 36%. Attualmente l’ente aumenta il debito corrente di 4 milioni al mese». Circa 50 milioni all’anno. Secondo le stime di Federcasa, però, i morosi sono di più, sfiorano il 58%. L’azienda non sa (o non vuole) cacciare gli abusivi. E a pesare sul dissesto è soprattutto l’Ici, da pagare al Comune perfino per alloggi a canone sociale (7 euro) od occupati abusivamente. Lo stesso Petrucci, sempre a settembre, ammetteva: «La situazione è drammatica: 700milioni di euro il debito consolidato, altri 560milioni servono per interventi di manutenzione urgente. Siamo sotto di un 1 miliardo e 250 milioni».
Peccato che i fatti siano andati in altro modo. Gli affitti «regolari» sono stati alzati dalla Finanziaria del 20%. Chi ha superato la soglia di reddito firmerà un contratto a canone concordato, più salato. Il Comune continuerà ad incamerare l’Ici come prima. E la lotta agli abusivi? Già si può immaginare la risposta: come no?, li cacceremo tutti, ma prima serve un censimento, altrimenti non possiamo farci niente.