Atina, la Ciociaria mette in vetrina il vino e l’editoria

Igor Traboni

Atina, piccolo centro della Ciociaria a ridosso del parco nazionale d’Abruzzo e facilmente raggiungibile grazie alla superstrada Frosinone-Sora-Cassino, si è trasformata nella capitale dell’editoria di Roma e del Lazio, con una puntata nella buona cucina e nel vino di queste vallate. Nell’incantevole scenario di Palazzo Cantelmi e del centro storico atinate, infatti, si è tenuta «De Libris», mostra-mercato dell’editoria, con un centinaio di espositori provenienti da tutta la regione e tutti estremamente qualificati. L’iniziativa è nata grazie ai volontari di due associazioni locali, Le Cannardizie e il Centro studi storici Saturnia, riuniti da una professionista romana, Patrizia Patini, che ha scoperto questo angolo di rara bellezza paesaggistica dopo aver sposato un ciociaro. L’idea e la sua realizzazione sono il coronamento di un sogno «e senza l’aiuto di enti pubblici e della politica», aggiunge orgogliosa l’organizzatrice. L’anima di «De Libris» è Patrizia Patini, romana naturalizzata ciociara dopo essersi trasferita ad Atina, laureata in Scienze politiche e una grande passione per le ricerche storico-archivistiche. Insieme agli studiosi del locale Museo archeologico, un altro piccolo tesoro tutto da scoprire, i membri delle due associazioni fanno ricerca divulgativa da tempo e hanno raccolto attorno a questa mostra i tanti studiosi di Roma e del Lazio che lavorano su queste ricerche, spesso a frutto di grandi sacrifici personali, e spesso guardati un po’... di traverso da chi queste ricerche le fa invece con un rigore più scientifico, anche se «De Libris» vuole piuttosto collegarsi anche con l’Università, che da queste parti, da Cassino a Frosinone, è particolarmente attiva nella ricerca, conservazione e valorizzazione dei beni culturali e monastici. Tra i vari incontri, il direttore dell’istituto storico del Lazio meridionale, Gioacchino Giammaria, ha fatto il punto sullo stato della nuova editoria nel Lazio. Da segnalare anche lo spazio, giusto poco prima del pranzo, dedicato alla letteratura enogastronimica, in questa che è la patria di una sana cucina tradizionale, forte di due prodotti: i fagioli cannellini e il vino Cabernet.