Gli atleti nel cantiere per i bimbi del Gaslini

Riccardo Re

Non avevano al collo le loro medaglie, ma sfoggiavano in testa con pari fierezza l'elmetto giallo da cantiere. Un elmetto per entrare in quello che al momento è solo un sogno. Anzi, «Un sogno per il Gaslini»: l'ex Abbazia di S. Gerolamo di Quarto completamente restaurata da dedicare a strutture non mediche, di svago e sostegno per i bambini ammalati, e le loro famiglie. Abbazia dentro cui, celebri campioni olimpici e paraolimpici, domenica scorsa sono entrati, dopo aver visitato il più grande ospedale pediatrico d'Italia e aver scherzato, giocato, parlato con i suoi giovani pazienti, cui hanno donato i primi regali di Natale.
Per alcuni è stata la prima volta, altri invece tra le impalcature e i mattoni del cantiere c'erano già stati, anche per lavorare concretamente. Fatiche dei campioni, non solo sportive dunque, che sono state immortalate in 12 scatti, trasformati in un calendario (distribuito da Famiglia Cristiana) che servirà a raccogliere fondi per questo «sogno» cui mancano ancora un milione e mezzo di euro. Difficile però risvegliarsi nella realtà, se la presenza di tutti questi campioni si inserisce in un contesto da fiaba: la nave delle meraviglie Voyager of the Seas, domenica per la prima volta attraccata nel porto di Genova. Lì si sono radunati poco dopo, alcuni dei tanti atleti olimpici e paraolimpici che dal 2003 hanno via via aderito al progetto, da Deborah Compagnoni (ideatrice dell'iniziativa già nel 1997) fino a Vanessa Ferrari, la bambina prodigio della ginnastica artistica, recente scoperta dello sport azzurro e mondiale. Ad accogliere loro e la nave dei record però non c'era nessuna istituzione. Fortunatamente invece, l'elenco dei campioni che è salito a bordo di questa gara di solidarietà è lungo e qualificato: Igor Cassina, Juri Chechi, Andrea Cassarà, Barbara Fusar Poli, Maurizio Margaglio, Isolde Kostner, Melania Corradini, Andrea Cionna e Fabrizio Macchi (guidati dalla conduttrice Paola Saluzzi) che insieme hanno lanciato un'asta benefica su e-bay, mettendo a disposizione i loro cimeli sportivi, o un'ora di lezione su una pista di ghiaccio, come hanno deciso di fare i danzatori Fusar Poli-Margaglio.
Asta partita dalla nave più grande che abbia mai varcato il Mediterraneo, un gioiello della compagnia americana Royal Caribbean, capace di ospitare 3200 passeggeri e circa 1200 membri d'equipaggio, pronta ad attraversare l'Atlantico. Nel Mediterraneo e in Italia, ma non a Genova, tornerà nel 2007. «Peccato, sarebbe un prezioso beneficio economico per la città, ma a Genova mancano le infrastrutture e l'amministrazione non è in grado di promuovere adeguatamente le peculiarità del capoluogo» spiega Roberto Pirrera, responsabile marketing della compagnia.
Ora però, da Genova, questo gigante per le crociere è salpato, anche per portare al di là dell'oceano i messaggi e i disegni di speranza che i bambini del Gaslini hanno consegnato ai loro campioni. A farsi carico di appendere le pergamene all'«Albero dei Sogni» sono stati i piccoli figli degli atleti. Un clima di sincera solidarietà e commozione all'interno del «palaghiaccio» sul terzo ponte della Voyager of the seas, con i campioni a cimentarsi sui pattini e i loro piccoli a sorridere: Davide, il neonato di Isolde Kostner, Angelica e Riccardo figli del canoista Antonio Rossi, Agnese e Tobias che aspettano dalla mamma Deborah Compagnoni una nuova sorellina, e la più scalmanata, Giorgia, figlia della pattinatrice Barbara Fusar Poli. «Voglio andare dalla mamma» grida la piccola. «Ora non si può - spiega il papà - la mamma sta ballando con Maurizio». Un piccolo sacrificio anche per loro, per aiutare i bambini del Gaslini.