Atm: «Biglietti per fasce orarie e controlli in uscita dal metrò»

Tecnicamente, si potrebbe già fare. Specie in metrò. Biglietti differenziati a seconda della fascia oraria: più cari nelle ore di punta e scontati in quelle meno frequentate. Il presidente dell’Atm Bruno Rota fa presente che è un sistema «già in vigore in altre metropoli» e «ci aiuterebbe ad alleggerire l’affollamento sui mezzi in alcune fasce della giornata». La concentrazione in certi orari arriva al 75%. Ma «è una decisione che spetta al Comune». Quando è scattato l’aumento del ticket da un euro a uno e mezzo a settembre la Lega provò a lanciare un’ipotesi simile: molte volte i residenti salgono sui mezzi solo per poche fermate, invece di allungare la durata da 75 a 90 minuti «meglio mettere in vendita dei mini-ticket da cinquanta centesimi per mezz’ora». Fatto per tutta la giornata forse si rischierebbe l’effetto-intasamento, ma la rete potrebbe reggere gli sconti negli orari di morbida. La palla passa a Palazzo Marino, che invita a lasciare l’auto in garage per abbattere traffico e polveri sottili e potrebbe dare un segnale forte per convincere i milanesi. Un’ipotesi quella dei biglietti graduati proposta anche da TreNord per i treni regionali: l’ad Giuseppe Biesuz teme un collasso dei trasporti in vista della congestion charge. L’assessore ai Trasporti Maran ieri gli ha mandato un invito in Comune per avviare il confronto.
Rota, alla guida di Atm da un mese, ieri in commissione ha affrontato anche il tema dell’evasione. E ha messo in dubbio i dati aziendali che la stimano intorno al 2%, «i portoghesi sono molti di più basta fare controlli a campione di tre ore a una fermata della metropolitana per capire che il fenomeno ha ben altre proporzioni». E ipotizza per il futuro un doppio controllo «come avviene in quasi tutte le grandi città Ue», timbrare all’ingresso, «ma anche all’uscita con i tornelli». In superficie, improbabile il ritorno del bigliettaio a bordo «troppo complicato da gestire, rischia di rallentare la circolazione dei mezzi».
Il presidente della commissione controllo sulle Partecipate, il Pdl Giulio Gallera, si fa portavoce della protesta di tanti autisti e operatori dei mezzi pubblici, specie «su alcune linee notturne che diventano terra di nessuno, i lavoratori sono preoccupati». Anche se il presidente riporta il calo di aggressioni e minacce nei confronti del personale Atm: dai 152 casi del 2010 a 57 (fino ad agosto) in metropolitana, dove la presenza di telecamere a bordo ha raggiunto il 43% dei trenipiù o meno in linea invece sui mezzi di superficie - da 89 a 73 ma il dato del 2011 non tiene conto degli ultimi quattro mesi -, anche se nel 2009 si contavano 147 casi. Sono 780 i bus videosorvcegliati, 140 i tram. Per evitare incidenti dal primo di dicembre e durante tutto il periodo delle feste natalizie, due giorni fa Rota ha incontrato il prefetto e ottenuto un rafforzamento dei controlli: ci sarà un presidio fisso dei carabinieri alle stazioni Famagosta, Bisceglie e Molino Dorino, della polizia a Duomo, San Donato e Sesto Primo Maggio, dei vigili in Cadorna, Loreto e Centrale. Il problema del personale ha puntualizzato Rota è «il quadro giuridico labile in cui soprattutto i controllori si trovano ad operare, devono “convincere“ le persone che il biglietto non è facoltativo , ma non possono fare molto altro». Per rendere più sicuri i mezzanini, il grillino Mattia Calise consigliato di prendere a modello Chicago, con «suonatori presenti anche la sera tardi».