Atm, i «portoghesi» costano caro: ogni giorno bruciati 400mila euro

Sui mezzi pubblici un passeggero su 4 è senza biglietto. Entro il 2010 raddoppieranno le squadre anti-abusivi

La carica dei 400mila mette in imbarazzo Atm. Una vera e propria invasione barbarica, pronta a saltare ogni giorno su tram e metrò. Chiamateli pure abusivi, portoghesi se preferite. Quello che conta è che non «esibiranno» mai il biglietto a un controllo, perché il biglietto semplicemente non lo fanno. Ignorano le macchinette rosse a bordo dei mezzi pubblici, non sfiorano nemmeno quelle scatolette chiamate obliteratrici. E si tratta di italiani come di stranieri.
Sono almeno 604.350.000 i passeggeri trasportati a Milano e hinterland in un anno (dati del 2006), mentre sul numero dei senza titolo di viaggio s'avanzano soltanto ipotesi. L'Atm, infatti, non fornisce dati in merito. Fonti interne però azzardano una stima. «Grazie anche alla recente introduzione dei ticket magnetici e dei tornelli, sulle tre linee della metropolitana (su cui viaggiano qualcosa come 31 milioni di passeggeri unici annui, a una media di 118mila l'ora) il fenomeno dell'abusivismo praticamente tende a zero. Più delicata è invece la situazione sulle linee di superficie, laddove calcoliamo una media del 20 per cento di non aventi diritto a viaggiare». I sindacati dei lavoratori e le associazioni dei consumatori danno però altri numeri. «Se il dato relativo ai metrò è in teoria attendibile, ben diversa è la realtà su tram e autobus. Spesso autentiche "terre di nessuno" dove il tasso di irregolari raggiunge anche il 40 per cento». Per l'Azienda trasporti milanese la beffa si traduce presto in danno. Meglio prendere la calcolatrice. La forbice dunque sta tra lo 0 (o quasi) della metrò e il 40% di certe tratte di superficie urbane o extraurbane. Con una media del 20-25 per cento, significa 414mila abusivi al giorno. Quota che in 365 giorni si gonfia fino a più di 151.100.000 unità. Elementare la conversione in incasso mancato, al prezzo di un euro a viaggio consumato. Ogni giorno più di 400mila euro mancano all'appello nelle casse dell'azienda. Roba da togliere il sonno a qualsiasi amministratore. Elio Catania, neo presidente e ad di Atm, si rimbocca le maniche. L'unica strada per recuperare tali perdite, potenziali o meno, è «intensificare controlli e vigilanza». Il piano industriale per il triennio 2008-2010 prevede 900 milioni di investimento, il 38 per cento in autofinanziamenti e la restante parte frutto di risorse già stanziate dagli enti locali. In concreto, la strategia della sicurezza porterà al raddoppio delle squadre di controllori e vigilantes di ronda sui mezzi: dagli attuali 120 a 240 uomini, in servizio soprattutto dopo le undici di sera sulle famigerate «tratte della paura» (tipo 90-91, 15 o 57) e con servizio costante nei quartieri periferici. Oltre alle 2.700 telecamere installate tra banchine, fermate e vetture.
L'ultima appendice alle spese del trasporto pubblico meneghino riguarda le sanzioni ai contravventori, ossia le multe. Anche in questo caso nessun numero ufficiale. Trapela però l'indiscrezione: per gli amanti degli zeri staccare un verbale solo alla metà degli abusivi stimati porterebbe nel giro di un anno un flusso di denaro pari a oltre 2,5 miliardi di euro - se tutti pagassero i 34 euro di verbale entro i termini minimi stabiliti, certo. Una somma da investire in nuove strutture e sviluppo del servizio, che peraltro equivale giusto a 60 volte il ritorno atteso del ticket d'ingresso dopo un anno «a pieno regime. Ma non ditelo al 79,9 per cento dei milanesi che ritengono «i mezzi pubblici inadeguati rispetto alle altre città europee» e guardano con avversione all'imminente ecotassa.