Atm, ora Catania si preoccupa "Le nostre reti poco affidabili"

Il presidente dell’azienda assediato di domande in Comune dopo l’incredibile serie di incidenti negli ultimi tempi in città <br />

Commissione congiunta Trasporto e Bilancio, Elio Catania difende la «sua» Atm sparando trenta minuti di cifre su cifre e la garanzia che «ottant’anni di storia non si buttano via». «Ho trovato un’azienda che non stava rispondendo più alle aspettative e al giudizio dei milanesi» ripete più volte, dicendosi «preoccupato dell’affidabilità delle reti» a due anni dall’insediamento in foro Bonaparte: «Dobbiamo ancora fare i salti mortali per garantire i livelli di servizio».
Ma i consiglieri comunali non ci stanno al giochino di Catania e dal presidente dell’Atm, fortemente imposto dal sindaco Letizia Moratti, reclamano ben altro. «Le chiacchiere lasciano il tempo che trovano, andiamo oltre la propaganda adesso vogliamo i fatti» commentano maggioranza e opposizione. Il più tranchant, netto e perentorio è Giulio Gallera, capogruppo di Forza Italia: «Se gli interventi di Atm sulla rete e sulla sicurezza fossero così positivi come snocciola il presidente Catania, beh allora sarebbe solo un problema di comunicazione con i milanesi ovvero l’ufficio stampa Atm non sa vendere quel che avrebbe. La realtà è, invece, ben diversa perché parla di deterioramento delle relazioni sindacali che si traducono in scioperi. C’è un clima aziendale più che pesante, all’insegna della frustrazione e delle lamentele degli autisti e degli altri dipendenti. In sintesi, la gestione del personale è disastrosa». Ma continua Gallera «Atm rappresenta il Comune nella quotidianità dei cittadini non sa dare le priorità» ovvero «occorre riscrivere l’agenda degli interventi rispetto alle emergenze e ai problemi e, quindi, mettere al primo posto sicurezza, formazione e manutenzione».
Scaletta dettata anche da Vladimiro Merlin, capogruppo di Rifondazione: «È inconcepibile la scelta di Catania e del suo management di rimandare al prossimo futuro gli interventi sulla sostituzione degli scambi obsoleti e di privilegiare, invece, quella che è una vera e propria campagna d’immagine come il condizionamento dei bus piuttosto che l’abbellimento delle stazioni della metropolitana». Intanto, rimarca Merlin, gli autisti Atm «sono arrivati a quota un milione e ottocentomila ore di straordinario». Risultato? «Un milione e ottocentomila ore di stress che evidentemente incidono sulla qualità della guida e sulle eventuali concause dei sinistri».
Il tema della sicurezza diventa un j’accuse contro la presidenza Catania anche nell’intervento di Pasquale Salvatore (Udc): «La priorità è cercare soluzioni e non colpevoli come non fa il vertice di Atm. Mentre tra gli autisti si è creato un intollerabile clima di terrore». Anche Pier Francesco Majorino, capogruppo Pd, mette all’angolo Atm: «Offrendo quella mole di cifre spalmate in una dozzina di slide, il presidente Catania offre una semplificazione eccessiva del quadro. È inaccettabile. Come lo sono gli sprechi e i privilegi riservati ai dirigenti».
E mentre Carola Colombo, Forza Italia, invita Catania ad «un’azione di responsabilità penale nei confronti dell’ex presidenza», Basilio Rizzo (lista Dario Fo) mette il vertice Atm nel mirino per «mancanza di un’etica della responsabilità» anche se Catania «non accetta lezioni da nessuno, come ha detto e ridetto davanti a noi consiglieri».