Atm, via il piano per la sicurezza A bordo raddoppiano i vigilantes

Avviso ai milanesi: dall’elenco dei mezzi pubblici più pericolosi potrete a breve cancellare il filobus 90-91. E depennare anche la linea 57, quella che collega Quarto Oggiaro a piazza Cadorna, il 15 che viaggia verso Rozzano e il 70 che va da Bruzzano sino a Porta Volta. Quest’elenchino delle linee insicure - dopo le 23 e sempre in periferia - resterà solo una memoria storica: infatti, la sicurezza è uno dei cardini del futuro dell’Atm new version.
«Più sicurezza per quei 600 milioni di passeggeri che trasportiamo ogni anno» chiosa Elio Catania, neopresidente e ad dell’azienda tranviaria milanese: «Seicento milioni di clienti che salgono e scendono dai mezzi pubblici e reclamano mezzi più sicuri, puntuali e comodi. Obiettivi contenuti nel piano industriale 2008-2010, che prevede 900 milioni di investimento nel triennio con il 38 per cento di autofinanziamento e la restante parte con fondi già stanziati dagli enti locali».
Virgolettato che si declina non solo nel raddoppio dei vigilanti e dei controllori da 120 a 240 unità ma pure in qualcosa come 2.500 telecamere cromatiche in servizio nelle stazioni metropolitane della linea 1 e 2. Telecamere che, a pieno regime, copriranno il cento per cento dell’intera rete e che saranno tutte collegate ai carabinieri oltreché alla polizia di Stato e ai vigili del fuoco.
«Ma Atm intende anche garantire la sicurezza sulle linee di superficie» aggiunge l’ad dell’azienda di foro Bonaparte: così, è in programma l’estensione di telecamere su tutto il parco mezzi e su tutte le 900 nuove vetture in arrivo. Telecamere che saranno attive pure in un centinaio di pensiline spalmate sul territorio di Milano. Quadretto che, continua Catania, si completa con la «raggiungibilità» dei passeggeri tramite telefonini: in quindici stazioni della metropolitana sarà dunque possibile chiamare e ricevere telefonate. Interventi per «aumentare la sicurezza di chi viaggia» e «ridurre i reati nei confronti delle persone» che Atm completa pure con l’assicurazione del transito dei tram notturni ogni quindici minuti, «anche perché l’attesa di notte alla pensilina per mezz’ora è vissuta dai cittadini come un problema di sicurezza».
Sostantivo, quest’ultimo, che Catania traduce anche in «abusivismo e atti vandalici». Assalto quotidiano, quest’ultimo, a tram e bus che costa un milione e mezzo di euro all’anno: poco più di tre miliardi di vecchie lire per il taglio dei sedili e il furto di maniglie e lampadine che l’azienda tranviaria somma ai due milioni di euro spesi per raschiare graffiti dai mezzi pubblici.
E mentre la lista Moratti fa sapere di «accettare con riserva il piano industriale», il capogruppo della lista Paolo Gradnik denuncia che «troppi mezzi in circolazione sono ricoperti di scritte e di graffiti» e che «se Milano vuole combattere una battaglia a tutto campo contro chi deturpa e imbratta non deve far uscire i mezzi sporcati dai depositi Atm». Come dire: «La pulizia è il primo biglietto da visita della Milano di domani, quella che a fine ottobre riceverà una visita del Bie per l’assegnazione dell’Expo 2015».
Segnalazione di una «svolta necessaria» che Atm garantisce di volere concretizzare pure attraverso il restyling di cinque importanti stazioni della metropolitana - Garibaldi, San Babila, Loreto, Porta Venezia e Centrale - e, perché no, anche sfruttando «nuove tecnologie» per assicurare ai passeggeri «informazioni alle fermate certamente più accurate di quelle fornite oggi e pure in inglese».