Atmosfere retrò, mare e benessere: Croazia a 5 stelle

Ad Opatija, la ricercata perla austrungarica, nella giovane Fiume dagli echi dannunziani e nei piccoli borghi dalla natura selvaggia

Elena Barassi

La chiamano la Perla dell'Adriatico, questo piccolo borgo affacciato sul Mare Adriatico nella verde Croazia. Solo 70 km da Trieste, all'inizio del Golfo del Quarnero ed ai piedi del monte Ucka che le dà riparo naturale, Opatija, Abbazia in italiano, per via dell' l'abbazia benedettina di Sv. Jakov, fondata nel IX secolo, conserva un'architettura elegante e sofisticata, frutto della permanenza di personaggi illustri dell'impero austro-ungarico.

Come Francesco Giuseppe che durante i suoi lunghi soggiorni qui prediligeva incontrarsi con Katerina Schatt, sua amante del tempo, nella riservata Villa Svizzera, a pochi passi dalla sfarzosa Villa Angiolina, il cuore di quella che diventerà ben presto una ricercata località turistica, con il suo splendido giardino di alberi tropicali traboccante di profumate camelie che oggi sono il simbolo della città. Qui si passeggia sul lungomare Franz Josef e si ammirano le acque limpide del Mare Adriatico da cui si erge su un solitario scoglio la ragazza col gabbiano, buttando l'occhio sugli splendidi palazzi, ognuno pennellato con delicati colori pastello, oggi per lo più alberghi di lusso. Come Villa Amalia, buen retiro di Isabella Duncan, ma anche set di alcune scene del film cult sull'iconica Lady Di. Divenuta a fine 800 località di cura reale oggi si sceglie anche per una remise en forme a cinque stelle. Il top è la Royal spa dell'Hotel Milenij (www.milenijhoteli.com/opatija/it/hotel-milenij.php, da 195 euro a camera, colazione inclusa) 650 mq di puro benessere, dove la scelta tra un trattamento all'oro o un programma anti-age è davvero ardua.

E se Opatija rimane un'oasi senza tempo, Rijeca, Fiume, mostra prepotentemente il suo lato contemporaneo. Crocevia di tanti influssi che si riflettono negli edifici dall'architettura così diversa, oggi la città è un melting pot di stili differenti. Da un lato il grattacielo di Fiume fatto costruire niente meno che da Al Capone, sul colle il Palazzo del Governatore di fattura neorinascimentale dal cui terrazzo Gabriele D'annunzio celebrò il famoso discorso del 12 settembre 1919, dall'altro la casa Turca dagli innegabili tratti di ispirazione orientale e ovunque gli squadrati edifici di stile sovietico.

Centro di accoglienza dei tanti profughi della ex-Jugoslavia, la città è pure un insieme di vari popoli, con netta prevalenza di italiani. «Serbi no, perché con loro non corre buon sangue, troppo diversi da noi», dice la guida mostrando con orgoglio il Korzo, il salotto buono della città, che sfoggia fieramente tutto lo splendore delle facciate dei suoi palazzi che raccontano il turbolento passato della città. Si respira un'aria d'antan tra le sue fontane, la torre dell'orologio che vigila da sempre su questa passeggiata e l'edificio di Radio Rijeca dalla cui emittente ruggiva la voce di Vedrana Rudan «la nostra eroina» dice con orgoglio la guida. E poi i tanti negozi di souvenir con il «moretto» in vetrina, testimonianza dell'identità fiumana che tutte le ragazze del luogo posseggono.

Ma il Quarnero sono anche i piccoli luoghi senza tempo, come Kastav, borgo medioevale su un lato di un colle carsico da cui la vista sull'orizzonte è stupenda. Lungo le strette viuzze all'interno delle mura medioevali si affacciano una miriade di piccoli musei etnografici. Come il panificio di Idica dove ogni mese si apprende l'antica arte della panificazione. L'indirizzo gourmet qui è il Kukuriku (www.kukuriku.hr/index.php/it), che è pure boutique hotel di charme, dove si assaggiano gli gnocchi agli scampi del Quarnero e tartufo istriano innaffiati da un'ottima Malvasia o dal Belica, da uve autoctone. La costa regala suggestivi piccoli borghi di pescatori come Lovran, l'insediamento più antico della Riviera, che prende il nome dall'alloro, che qui cresce rigoglioso, insieme a marroni, ciliegi e asparagi selvatici. Un must la spiaggia di piccola ghiaia, cosa insolita qui, per una giornata di tutto mare. E litorale selvaggio è pure quello di Moenika Draga, lì dove il Monte Maggiore si tuffa prepotentemente nel Mare Adriatico, con la sua spaggia di Sipar, una delle più belle della riviera, che nasconde più avanti inaspettate calette e insenature. Per maggiori incormazioni: www.croatia.hr.