Atmosfere romantiche con «La figlia del Danubio»

Per la stagione del balletto del Teatro dell’Opera il lavoro di Filippo Taglioni

Approda al teatro Nazionale La figlia del Danubio, balletto in due atti e quattro scene di Filippo Taglioni, che lo coreografò per la celebre figlia, Maria stella dell’Opèra di Parigi, sulle note del compositore parigino Adolphe-Charles Adam. Affidato alla regia di Beppe Menegatti, con le coreografie di Fredy Franzutti e l’allestimento di Anna Anni (che cura le scene e i costumi) lo spettacolo andrà in scena dal venerdì prossimo (e fino al 17 aprile).
La figlia del Danubio, riportando lo spettatore nelle atmosfere romatiche ottocentesche, racconta l’amore tenero e disperato tra l’orfana Fiore dei Campi e il paggio Rodolfo, ostacolato dal barone di Wilbalde. Sul palco il corpo di ballo del Teatro dell’Opera diretto da Carla Fracci, con le musiche eseguite dall’orchestra (sempre dell’Opera) diretta da Claudio Micheli. Nei ruoli principali danzeranno Sara Loro (al suo primo ruolo da protagonista, sarà Fiore dei Campi), Guido Pistoni (il barone) e Damiano Mongelli (il paggio). «Finalmente torna in scena La figlia del Danubio - spiega Menegatti - un testo impervio che richiede molto lavoro, molta sapienza e tanta dedizione. Ci siamo basati sull’originale libretto parigino, su una versione che Antonio Cortesi propose al Teatro San Benedetto di Venezia, sempre con Maria Taglioni come protagonista e su una più recente del 1945».
Per il suo primo titolo della stagione al Teatro Nazionale, il corpo di ballo dell’Opera, proporrà circa quaranta ballerini, che saranno impegnati nelle sei rappresentazioni, le ultime due riservate alle scuole. Dopo la prima dell’11 aprile alle ore 20.30, le repliche saranno il 12 alle ore 18, il 13 aprile alle 17, il 15 alle 20.30, il 16 e il 17 aprile alle ore 11.
«Abbiamo lavorato su questo balletto - conclude il regista - per far vedere agli spettatori che l’invenzione nel teatro non esiste; esistono, questo sì, gli inventori. La figlia del Danubio è uno spettacolo breve, quattro scene che si sviluppano con una certa velocità. È un balletto di transizione tra La Sylphide e Giselle. Devo dire che ho trovato il corpo di ballo dell’Opera in uno stato di grazia».