Atr in mare, trovati i resti dei tre dispersi

Nell’incidente, avvenuto lo scorso 6 agosto, hanno perso la vita sedici persone. Recuperata la scatola nera con le voci di bordo

Mariateresa Conti

da Palermo

Cominciano a dare i loro frutti le operazioni di recupero del relitto dell'Atr 72 della Tuninter, l'aereo in viaggio tra Bari e Djerba inabissatosi al largo di Palermo lo scorso 6 agosto dopo un ammaraggio drammatico dal quale si sono salvati 23 dei 39 passeggeri. Ieri la nave cipriota Edt Ares ha riportato in superficie - oltre che consistenti parti dell'aeromobile, tra cui una delle scatole nere - i resti di uno dei tre dispersi del disastro, costato la vita ad altre 13 persone. Individuati anche altri due cadaveri. Impossibile dire se si tratti del meccanico di bordo, il tunisino Harbauoi Chokri, o di uno dei due passeggeri pugliesi che ancora devono essere riportati in superficie, Raffaele Ditano, 42 anni, e Francesco Cafagno, di 23. I poveri resti, irriconoscibili dopo oltre 20 giorni di permanenza in acqua a una profondità di circa 700 metri, potranno avere un nome certo solo dopo che sarà effettuato l'esame del Dna. Oggi, all'Istituto di medicina legale, verrà effettuata l'autopsia. Per l'esito delle analisi, però, occorrerà circa una settimana. La svolta è arrivata a pochi giorni dall'inizio delle operazioni di recupero affidate all'unità cipriota per conto della società americana «Phoenix international». Il «Remora II Rov», una sorta di robot teleguidato capace di operare sino a seimila metri di profondità (il relitto dell'aeromobile giace a 1440 metri, ndr) ha prima filmato i pezzi dell'aereo, localizzati anche grazie alla nave idrografica «Magnaghi» della Marina militare. Quindi ha proceduto al recupero materiale. Secondo l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo «è stata riportata in superficie la quasi totalità del relitto», e in particolare «il registratore dei suoni in cabina di pilotaggio (Cvr), che si trovava installato nella sezione di coda dell'aereo, e la completa strumentazione dei pannelli di guida e degli impianti di bordo». Le ricerche, naturalmente, continuano. Manca all'appello l'altra scatola nera con i dati di volo e, soprattutto, altre due salme. I familiari sono fiduciosi. «Speriamo che vengano trovati tutti e che i parenti possano avere almeno un corpo da piangere e seppellire», dice Nichiforos Baldacci, portavoce del comitato provvisorio dei parenti delle vittime e padre di Barbara Baldacci, la fidanzata di Francesco Cafagno morta nel disastro del 6 agosto. E dal procuratore capo di Palermo Pietro Grasso, che coordina le indagini, arriva l'assicurazione che le ricerche dei dispersi non saranno interrotte. Impossibile, però, fare previsioni per quanto riguarda i tempi.