Atr precipitato, ecco le voci della tragedia

Le ultime parole del pilota prima dello schianto: «Non c’è altro Dio oltre Allah...»

da Palermo

«Dài, va bene, dài, stai con me Alì. Stai attento, preparati Chokri… Tocca, tocca il mare. In nome di Dio il misericordioso, il clemente, in nome di Dio il misericordioso, il clemente, in nome di Dio il misericordioso, il clemente, testimonio che non c’è altro Dio che Allah e Mohammad è il suo profeta, in nome di Dio il misericordioso… il clemente».
La voce del comandante è calma. La preghiera è appena sussurrata, in inglese. Ma è un momento terribile quello che è finito su internet, sul sito di scambio file www.liveleak.com: si tratta, infatti, delle ultime parole pronunciate in cabina di pilotaggio da Chefik Gharbi, il comandante dell’Atr 72 della Tuninter in volo da Bari a Djerba precipitato a 12 miglia a nord di Capo Gallo (Palermo) il 6 agosto del 2005. Quelle riportate sono le ultimissime frasi registrate, prima dello splash down, di quel maledetto sabato d’estate finito in tragedia. Ma in internet è possibile ascoltare gli ultimi, lunghissimi, quattro minuti e mezzo che hanno preceduto l’ammaraggio. Minuti cruciali anche per l’inchiesta aperta dalla procura di Palermo sulla tragedia, nella quale hanno perso la vita – lo ricordiamo – 16 persone, mentre altre 23 sono sopravvissute. Una delle accuse mosse proprio al comandante Gharbi e al copilota, Alì Kebair, è stata quella di non avere applicato le istruzioni riportate nel manuale di bordo. E invece dal dialogo registrato emerge l’utilizzo del manuale e l’estrema lucidità e freddezza con cui la situazione di emergenza viene affrontata in cabina di pilotaggio. Confermato dalla registrazione anche il tentativo di atterraggio all’aeroporto palermitano di Punta Raisi. «La distanza è ora 20 miglia», dice l’“uomo radar” dalla torre di controllo del “Falcone e Borsellino” al comandante. «Penso – replica Gharbi – che non siamo in grado di raggiungere la terra. Siamo a 4mila piedi e non siamo in grado… abbiamo perso entrambi i motori (per mancanza di carburante, visto che l’indicatore della benzina era stato sostituito con quello di un altro modello di aeromobile, ndr). Ci potete mandare elicotteri o qualcosa di simile? Veloce, veloce, veloce». Si sente anche la voce del secondo pilota, Alì Kebaier, che legge le indicazioni tecniche contenute nel manuale, relative all’ammaraggio. Quindi è testimoniata anche la decisione di cercare di planare in acqua il più vicino possibile ad alcune barche, in modo da avere maggiori possibilità di soccorso immediato. Alla fine, sussurrata, la drammatica preghiera, prima dello splash down.
Proprio un mese fa è stata depositata la perizia ordinata dai sostituti Marzia Sabella e Emanuele Ravaglioli, titolari dell’indagine sull’incidente aereo. A parere degli esperti l’Atr 72 avrebbe potuto raggiungere l’aeroporto di Punta Raisi. Sono state effettuate alcune simulazioni che hanno confermato questa ipotesi. Di qui le responsabilità ipotizzate per chi si trovava in cabina di pilotaggio.