Atradius, incubo trasloco

Giovanni Ierfone

Si aggrava la situazione dei 200 dipendenti dell’Atradius, il gruppo assicurativo multinazionale che sta dismettendo la sede di Roma. I dipendenti sono in agitazione dopo che la società, che opera nei settori di Credito e Cauzioni, ha deciso il trasferimento di 3 uffici e di 36 dipendenti da Roma a Milano. Il personale nell’ultimo mese e mezzo ha dato vita ad almeno sei azioni di protesta, che non sembrano aver sortito effetti. Una fase di stallo che ha costretto il personale, in sintonia con i sindacati, a proclamare lo sciopero generale, mentre una delegazione di dipendenti manifesterà sotto la sede di Milano, in via Turati.
L’Atradius è presente in Italia dal 2003 e occupa nel complesso 350 persone. Di queste, circa 200 operano nella sede di Roma, mentre 150 lavoratori svolgono la loro attività a Milano. A Roma l’Atradius ha incorporato la storica Società Italiana Cauzioni, fondata nel 1948, mentre a Milano ha acquisito le filiali italiane della tedesca Gerling e dell’olandese Ncm. La volontà di trasferire gli uffici di Roma, assieme a un sostanziale contenimento dei costi, giunge all’indomani della decisione della multinazionale di quotarsi in borsa, obiettivo fissato per la fine del 2007, e da calcoli di maggiore convenienza. Decisione che appare bizzarra agli addetti ai lavori e ai sindacati secondo i quali «la realtà effettiva dell’Atradius e recenti rilievi statistici vanno nella direzione opposta da quella ipotizzata dal gruppo assicurativo, inoltre la minaccia di dismissione degli uffici capitolini non costituisce certo una base rassicurante per i futuri investitori e azionisti».
A preoccupare maggiormente le organizzazioni sindacali il fatto che la cancellazione di circa settanta unità lavorative avrebbe ricadute pesanti su almeno 350 famiglie e la mancata presentazione da parte della dirigenza di un piano industriale. Sulla questione è intervenuto Lodovico Pace, membro della direzione nazionale di An e candidato alla Camera dei deputati. Per il dirigente di An risulta «alquanto stravagante l’atteggiamento della società Atradius che, volendo ridurre i costi nell’ambito di una diversa ristrutturazione organizzativa, non ritiene opportuno presentare un piano industriale alle forze sindacali». Secondo Pace, la mancanza di una strategia alternativa paleserebbe la volontà dell’azienda di incrementare le attività e le risorse soprattutto a Milano. A questo proposito auspica un intervento del Comune di Roma. Invito raccolto dal consigliere comunale di Forza Italia Ettore Germini, che ha già presentato un’interrogazione al sindaco Veltroni oltre che al ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Maroni e al ministro delle Attività produttive Scajola.
Infine, a rendere la situazione esplosiva, la chiusura da parte dell’Atradius di qualunque ipotesi di una ricollocazione ampia per i dipendenti che non vogliano o non possano accettare il trasferimento, proponendo, in alternativa allo spostamento, solo la fuoriuscita dei lavoratori.