«At&t può risolvere i problemi del debito»

da Milano

At&t e America Movil? Tutti i grandi operatori di tlc puntano all’internazionalizzazione. Lo spiega Monica Basso, vice presidente dell’area ricerca telecomunicazioni della società di analisi statunitense Gartner Group.
«L’offerta di At&t non mi pare sia stata fatta per trovare particolari sinergie con Telecom Italia - spiega Basso -, i business delle due società sono molto diversi, ma non c’è dubbio che dopo la grande fase di espansione negli Stati Uniti adesso At&t, tornata grande, stia cercando di effettuare nuovi investimenti all’estero».
Per quale motivo?
«Gli operatori di telecomunicazione puntano molto sulla vendita di contenuti. E quindi At&t sta creando una platea mondiale ai suoi contenuti multimediali. Musica, film, videogiochi: tutto il cosiddetto entertainment ormai può essere venduto tramite la rete a banda larga».
At&t però è affiancata anche da America Movil?
«Tra le due società ci sono forti legami societari e poi non c’è dubbio che per America Movil, il maggior gestore mobile dell’America del Sud, ci può essere un forte interesse ad acquisire Tim Brasil».
Per Telecom quali possono essere le opportunità?
«Dato che sinergie industriali non ce ne sono la mossa di Telecom è soprattutto finanziaria. At&t può risolvere i problemi del debito. Però la scelta mi sembra giusta anche perché in questo modo la società potrà avere nuove risorse da investire. I problemi sull’opportunità della scelta mi pare siano solo politici».
Quindi l’ingresso di At&t potrebbe essere un vantaggio?
«Sul fronte della concorrenza senza dubbio. Anche perché cambierebbe la mentalità dell’ex-monopolista che tenta sempre di preservare il suo mercato di riferimento».
Telecom negli anni scorsi ha venduto le sue partecipazioni all’estero per focalizzarsi solo su alcuni mercati.
«In quel momento gli operatori avevano molti problemi di liquidità dopo la corsa alla licenze Umts. Quindi hanno dovuto puntare sui mercati dove erano più forti. Telecom ha corso soltanto un grosso rischio: la vendita di Tim che avrebbe annullato tutto quanto fatto sul fronte della convergenza fisso-mobile».
Ora anche Deutsche Telekom potrebbe trovarsi in una situazione simile?
«Forse, ma anche in questo caso non ci sarebbero controindicazioni di tipo industriale: l’entrata nel capitale di un ex-monopolista di un socio straniero è vista in maniera negativa solo sul fronte della politica».