An attacca Malinconico si dimette

Il processo davanti alla Corte Federale non è ancora partito e già le polemiche fioccano. Ci ha pensato il presidente dei deputati di An, Ignazio La Russa, ad aprire le ostilità. «Mi chiedo se sia opportuno che il dottor Carlo Malinconico, nella sua veste di segretario generale della presidenza del Consiglio, continui anche ad essere componente della Corte Federale che dovrà decidere sui ricorsi presentati dai club di calcio condannati in primo grado dalla giustizia sportiva». E verso sera ecco arrivare la risposta di Palazzo Chigi: «Carlo Malinconico si è già dimesso». Con immediata replica di La Russa: «Sono lieto di apprenderlo. Evidentemente il mio cortese appello ha fatto sì che Malinconico potesse annunciare la sua decisione che fino ad ora era nota a nessuno, tanto che diversi quotidiani lo riportavano tra i giudici destinati a prendere le decisioni finali su calciopoli». E subito dopo è arrivato l’affondo di Daniela Santanchè, deputato An: «Bene le dimissioni di Malinconico, ma mi chiedo se anche il sottosegretario all’Interno Alessandro Pajno avrà la stessa coerenza».
Insomma, la Corte Federale perde i pezzi e a dare man forte al presidente, il 52enne avvocato romano Cesare Sandulli, sono rimasti in pochi: Mario Sanino, professore e avvocato a Roma, autore di molti testi giuridici; Mario Serio, ex magistrato componente del Csm e ora professore a Palermo; Salvatore Catalano, avvocato penalista a Milano, difensore dell’ex consulente di Parmalat Luca Sala nel processo sul crak del colosso alimentare e anche dell’ex ministro Paolo Cirino Pomicino nel processo sui fondi neri Eni-Montedison. Poi Silvio Traversa, ex alto funzionario della Camera ed ex consigliere di Stato, e il contestato Alessandro Pajno: cinque componenti più il presidente (il cui voto varrà doppio), senza sostituti, salvo una o due nomine dell’ultimo momento da parte di Guido Rossi. Perché Pasquale De Lise si è autosospeso in quanto anche presidente di sezione del Tar del Lazio; Malinconico si è dimesso ieri e l’altro componente Emidio Frascione, ex procuratore federale Figc, aveva già da giorni ritenuto incompatibile il suo ruolo vista l’amicizia con l’attuale Procuratore Stefano Palazzi. Insomma, sono in sei contati (il minimo consentito) e il processo rischia di saltare da un momento all’altro.
Intanto il commissario Rossi ha nominato la commissione che dovrà assegnare all’Inter lo scudetto 2006: Gerhard Aigner, ex segretario generale Uefa; il giurista Roberto Pardolesi, docente Luiss, e il professor Massimo Coccia, ordinario dell’università di Tuscia, membro della camera di conciliazione e arbitrato del Coni e del Tas di Losanna.