"Attaccano me per fare fuori Prodi"

Mastella furibondo per la puntata di Ballarò: "Una trappola, mai nessuno è stato trattato così"

Roma - Seduto su un divanetto del Transatlantico il ministro Clemente Mastella (nella foto) è a dir poco furibondo. Ce l’ha con Giovanni Floris, il conduttore di Ballarò, che il giorno prima l’ha ospitato in una trasmissione che lui considera una trappola. Mastella vuole sfidare Floris quasi a duello: «Allora: lui stamattina mi ha chiamato, e io l’ho mandato affanculo! Scrivetelo bene, mi raccomando. Non A quel paese, che non si capisce bene, ma proprio affanculo! E posso spiegare perchè». Con i chiari di luna di questi giorni, uno scontro di questa portata tra il conduttore della più importante trasmissione informativa di Raitre (che risponde citando domande scomode fatte a molti politici da D’Alema a Fini) non può essere considerato come una semplice scaramuccia. Ma può diventare una spia, persino uno dei possibili fattori che rivelano che c’è aria di crisi nella maggioranza. Se non altro perchè il ministro della Giustizia ne è convinto: «Dài, è chiaro! Questo è un tentativo di fottere Prodi! Mi pare così evidente!».

Ministro, ricominciamo da capo. Perchè ce l’ha con Floris?
«Perchèèè? Ma lei l’ha visto il programma, scusi?».

L’ho visto. Ma lei sapeva che si sarebbe trovato sotto torchio, no?
«Senta, io non mi sono mai tirato indietro su nulla chiaro? Floris mi aveva detto: “Dai, vieni: parliamo di finanziaria”, di politica... e vabbè».

Non è che uno come lei voleva l’elenco delle domande per prepararsi, giusto?
«Noooo! Dico anche che una domanda sul viaggio in aereo ci poteva stare, era legittima, me l’aspettavo».

E allora?
«Allora? Ma lei si rende conto? Mi hanno fatto attaccare da un comico, e fin lì ci potevo stare».

Lei era già arrabbiato per questo.
«No, ripeto, il comico fa il suo mestiere. Ma se la moglie di Crozza fa la comica, non capisco perchè la mia non possa fare politica».

Una buona battuta.
«La verità: perchè la moglie di Crozza quello fa di mestiere. Poi però mi hanno attaccato su tutto. Su tutto. Sui miei figli! Su mia moglie! Sul viaggio in aereo! Sulla casa! Sui soldi! Persino sulla fidanzata che non ho!».

Non se l’aspettava...
«Ma vede, il problema non è se Mastella se lo aspetta o meno. Il problema è che io sfido Floris a portare nella prossima tramissione una sintesi di tutto quello che lui ha fatto in televisione dall’assunzione in Rai a oggi».

E poi?
«E poi, se c’è uno, dico un solo politico a cui lui abbia riservato il trattamento che ha riservato a me, se mi dimostra con prova filmata che solo una volta ha aggredito con dieci domande sulla vita privata, sui soldi, sui parenti, sulle amanti uno solo degli ospiti che ha avuto, da Massimo D’Alema a Giulio Tremonti...».

Se succede lei cosa fa?
«Allora io stesso gli dico bravo e gli vado ad appuntare sul petto la palma del nuovo Cronkite».

Mi pare che lei sia convinto che questo non accadrà...
«Ma andiamo! Quando mai si è vista a Ballarò, una puntata come quella dove ero ospite? Siccome non l’ha mai fatto, se non con me, io chiamerò Floris per quel che davvero è: un farabutto».

Non rischi la querela.
«No, scriva bene: fa-ra-but-to! Anche perchè non è un caso».

Cosa, la puntata di Ballarò?
«Ma certo. Qui vogliono fare secco Prodi. È così facile».

Ma cosa c’entra Ballarò?
«C’entra, c’entra... Perchè l’idea che qualcuno si è fatto è: facciamo fuori Mastella, così poi salta tutto».

Ma non penserà che questo sia un progetto di Floris!
«Lasci perdere, che chi deve capire capisce. Qui hanno in mente un piano molto chiaro. Sparare sull’Udeur, far cadere Prodi, e poi infilare dentro un governicchio di otto mesi, per... far passare il tempo».

Passare il tempo?
«Sì, il tempo. Così poi fanno fuori questo qui (Prodi, ndr) e quello là (Berlusconi, ndr)».

Lo pensa davvero?
«Sono loro, che lo pensano, non io. Peccato che quel farabutto di Floris abbia ottenuto l’effetto opposto. È da stamattina che mi chiamano».

Per dirle cosa?
«Che quella era una trappolona! E che se prima avevo otto voti da domani grazie a Ballarò ne avrò dieci».