Attaccate chiese copte Fedele ucciso in Egitto

Gli aggressori avevano coltelli: una decina i feriti

Fausto Biloslavo

Venerdì santo insanguinato per la minoranza cristiana copta in Egitto. Estremisti islamici, armati di coltello, hanno ammazzato un cristiano e ne hanno feriti dieci, tre dei quali versano in gravi condizioni. I fondamentalisti hanno colpito quasi contemporaneamente, venerdì sera, in tre chiese di Alessandria, la seconda città del Paese. L’attacco più grave è avvenuto nella chiesa San Giorgio, nel quartiere di Hadra, dove ha trovato la morte Noshi Atta Girgism, un fedele cristiano di 67 anni. La vittima è spirata mentre l’ambulanza lo stava trasportando in ospedale. L’assassino, Mahmoud Abdul Galil, arrestato come gli altri due responsabili degli attacchi del venerdì santo, è un ex dipendente pubblico rimosso dal suo incarico per problemi mentali.
I fedeli della chiesa del quartiere di Sidi Bish sono stati invece aggrediti da Mohammed Salah Eddin, un giovane fresco di laurea. L’ultimo attacco è avvenuto nella chiesa Vergine Maria, dove c’è stato panico ma nessuno ha subìto ferite.
La polizia egiziana ha arrestato i tre accoltellatori, oltre a un quarto uomo che stava per tentare un attacco analogo in un’altra chiesa. La polizia ha ammesso che almeno tre degli «arrestati hanno pianificato assieme gli attacchi».
Centinaia di cristiani si sono riuniti davanti ai luoghi di culto teatro delle aggressioni e testimoni hanno riferito di scontri con i musulmani nei pressi della chiesa di Ognissanti. Alessandria non è nuova a tensioni religiose. Lo scorso ottobre la città fu sconvolta da una violenta protesta contro una chiesa, che secondo i musulmani era offensiva nei confronti dell’Islam. Tre manifestanti morirono durante gli incidenti con la polizia.
L’Egitto è solitamente tollerante e riconosce la libertà di culto, ma i copti sono di fatto esclusi da molte cariche politiche, non possono formare partiti, né organizzare manifestazioni nonostante la comunità cristiana rappresenti il 10 per cento della popolazione. Le conversioni dall'islam sono spesso perseguite e l'obbligo di indicare la religione sulla carta d'identità favorisce le discriminazioni nei posti di lavoro. Inoltre, il clima religioso sta cambiando con l’avanzata politica dei Fratelli musulmani. Un pericoloso segnale è la recente scarcerazione di affiliati alle organizzazioni terroristiche: 950 integralisti della Jemaa al Islamya hanno riacquistato la libertà nelle ultime settimane.