«Attacchi continui per chiuderci la bocca»

Professor Giancarlo Ricci, psicoterapeuta che da anni si occupa di problematiche dell’identità di genere ma viene accusato di «omofobia» dalla comunità gay. Si sente vittima di censura?
«C’è un problema per cui chi ha un pensiero differente dagli attivisti gay viene additato come omofobo».
I gay sostengono che le vostre posizioni sono inaccettabili, naziste.
«Siamo di fronte a un’intolleranza e a una visione ideologica totalitaria. Tutto il dibattito ruota attorno al fatto che i gay sostengono che l’omosessualità non è una malattia».
E non lo è
«Noi sosteniamo che per l’omosessualità egodistonica, quel tipo di omosessualità che il soggetto vorrebbe superare, ci può essere un intervento terapeutico. E troviamo continue difficoltà a difendere la libertà di scelta e di cura».
Ma la cura riguarda gli ammalati.
«Laddove si parla di terapia non necessariamente c’è malattia, se no tutti saremmo malati perché il disagio, l’ansia, l’angoscia e la preoccupazione sono di gran parte della popolazione».
Quindi voi non siete omofobi?
«Si tratta di difendere un principio. Io sono assolutamente a favore della libertà di scelta rispetto alla propria sessualità. Ma se arriva una persona che chiede di poter elaborare e capire di più rispetto alla propria tendenza, non penso che questo possa essere sanzionabile al punto da essere paragonati ai nazisti».
Commenti

paolodb

Sab, 14/04/2012 - 08:34

Non entro nel merito della questione medica. E' però assolutamente vero che il politically correct è una forma di censura totale incompatibile con la libertà di opinione.

paolodb

Sab, 14/04/2012 - 08:34

Non entro nel merito della questione medica. E' però assolutamente vero che il politically correct è una forma di censura totale incompatibile con la libertà di opinione.

paolodb

Sab, 14/04/2012 - 08:34

Non entro nel merito della questione medica. E' però assolutamente vero che il politically correct è una forma di censura totale incompatibile con la libertà di opinione.

Raoul Pontalti

Sab, 14/04/2012 - 17:30

Questo medico non vale una cicca. Biologicamente non esistono i generi ma i sessi (in grammatica si parla di generi, ora anche in in sociologia e ne sono stati inventati ben cinque, per ora...) e parlare poi di libera scelta rispetto alla propria sessualità è un'imbecillità, perché il sesso, e di conseguenza la sessualità, non lo scegliamo noi ma Madre Natura e ce lo portiamo addosso prima ancora del nome essendo indelebilmente scritto nel nostro DNA. Se poi si fa confusione terminologica e concettuale scambiando sesso e sessualità non solo con genere ma con i comportamenti tutto è possibile... Ma il sesso (e la sessualità) non dipendono dalla nostra volontà e quindi da nostra scelta, gli atti invece dipendono dalle nostre scelte. E poi mi si deve comunque spiegare perché i pedofili sono dei malati da curare anche chirurgicamente con la castrazione e gli omosessuali no, per me pari sono, l'unica differenza è che l'oggetto della concupiscenza del pedofilo non può dare valido consenso...

Raoul Pontalti

Sab, 14/04/2012 - 17:30

Questo medico non vale una cicca. Biologicamente non esistono i generi ma i sessi (in grammatica si parla di generi, ora anche in in sociologia e ne sono stati inventati ben cinque, per ora...) e parlare poi di libera scelta rispetto alla propria sessualità è un'imbecillità, perché il sesso, e di conseguenza la sessualità, non lo scegliamo noi ma Madre Natura e ce lo portiamo addosso prima ancora del nome essendo indelebilmente scritto nel nostro DNA. Se poi si fa confusione terminologica e concettuale scambiando sesso e sessualità non solo con genere ma con i comportamenti tutto è possibile... Ma il sesso (e la sessualità) non dipendono dalla nostra volontà e quindi da nostra scelta, gli atti invece dipendono dalle nostre scelte. E poi mi si deve comunque spiegare perché i pedofili sono dei malati da curare anche chirurgicamente con la castrazione e gli omosessuali no, per me pari sono, l'unica differenza è che l'oggetto della concupiscenza del pedofilo non può dare valido consenso...

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 14:06

CI RIPROVO! (sperando che il "cestinamento" di miei precedenti commenti siano dovuti a disturbi della linea e non a censura...) Questo signore sostiene che può aversi terapia anche in assenza di malattia. Ciò è vero come realtà fattuale in dipendenza da errori diagnostici (per cui si riconosce erroneamente il paziente come affetto da una determinata malattia, mentre questi invece è sano, oppure affetto da malattia diversa...), ma non può essere accettabile l'instaurarsi di una terapia nei casi in cui si ammette l'insussistenza di una malattia. Se si può convenire sul fatto che determinati "disagi" non costituiscono alcuna entità nosologica (ma l'ansia è invece una malattia..., senza dover distinguere in questa sede tra sindrome e morbo...), trovo truffaldino proporre terapie in assenza di malattia.

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 14:06

CI RIPROVO! (sperando che il "cestinamento" di miei precedenti commenti siano dovuti a disturbi della linea e non a censura...) Questo signore sostiene che può aversi terapia anche in assenza di malattia. Ciò è vero come realtà fattuale in dipendenza da errori diagnostici (per cui si riconosce erroneamente il paziente come affetto da una determinata malattia, mentre questi invece è sano, oppure affetto da malattia diversa...), ma non può essere accettabile l'instaurarsi di una terapia nei casi in cui si ammette l'insussistenza di una malattia. Se si può convenire sul fatto che determinati "disagi" non costituiscono alcuna entità nosologica (ma l'ansia è invece una malattia..., senza dover distinguere in questa sede tra sindrome e morbo...), trovo truffaldino proporre terapie in assenza di malattia.

Raoul Pontalti

Dom, 15/04/2012 - 14:06

CI RIPROVO! (sperando che il "cestinamento" di miei precedenti commenti siano dovuti a disturbi della linea e non a censura...) Questo signore sostiene che può aversi terapia anche in assenza di malattia. Ciò è vero come realtà fattuale in dipendenza da errori diagnostici (per cui si riconosce erroneamente il paziente come affetto da una determinata malattia, mentre questi invece è sano, oppure affetto da malattia diversa...), ma non può essere accettabile l'instaurarsi di una terapia nei casi in cui si ammette l'insussistenza di una malattia. Se si può convenire sul fatto che determinati "disagi" non costituiscono alcuna entità nosologica (ma l'ansia è invece una malattia..., senza dover distinguere in questa sede tra sindrome e morbo...), trovo truffaldino proporre terapie in assenza di malattia.