Gli attacchi alla famiglia in onda sulla Rai di Prodi

Una sottile quanto continua e perciò più devastante campagna contro la famiglia si scatena quotidianamente dagli schermi dei nostri televisori, sintonizzati sui canali Rai.
Dopo aver visto che Linuccio Banfi si balocca con l’omosessualità, adesso, anche la Squadra scende in campo, per non esser da meno. E così un tema delicato e serio viene buttato in pasto all’interno di fiction di grande ascolto con una irresponsabilità educativa che non ha pari. Oppure no, diciamolo, non di irresponsabilità si tratta, ma di un vero e proprio attacco contro la famiglia e contro ciò che, in natura, essa rappresenta per il mantenimento della specie e per l’equilibrio psico affettivo dei suoi componenti, in una parola per la sanità della nostra società.
In quella fiction l’omosessualità viene equiparata alla norma e così, quel che passa, è che una devianza viene «sdoganata» e il suo pervertito modello comportamentale equiparato alla affettività naturale tra uomo e donna. Ma gli autori del programma e i responsabili di rete ci diranno che tutto ciò è fatto per indurre a riflettere, per sensibilizzare. E così, sui programmi Rai si sensibilizza al furto, all’omicidio, al tradimento, all’omosessualità conclamata e alla pornografia. E sì, perché di vera e propria pornografia si tratta e di quelle peggiori, non di quelle pacchiane che mostrano i genitali, bensì quelle che vogliono pervertire le menti e con esse le coscienze.
Un buon dosaggio di parole, immagini ad hoc, silenzi ad effetto, ammiccamenti, insinuazioni, mezze verità mischiate a grossolane menzogne, il tutto annebbiato da un grigio di fondo che tutto offusca per meglio far risaltare la tinta forte del caso, del dolore e dello strazio di un assurdo limite imposto alla libertà personale. Ecco la tecnica per sdoganare ogni cosa: presentarla come un attentato al piacere e alla libertà di scelta, alla faccia di coloro che i propri limiti invece li accettano e li santificano quotidianamente, mettendo freno a questo delirio di onnipotenza che non sopporta alcun vincolo e limite, perché tutto è lecito.
Ma d’altra parte questa è la solita promessa del «falsario» fin dai tempi di Adamo ed Eva. Fai così che diventerai come Dio e potrai fare ogni cosa. Soltanto che oggi il serpente non scende più dagli alberi ma si infila dritto nei tubi catodici o negli schermi al plasma dei nostri televisori, regolarmente a ora di cena, a famiglia riunita e, indisturbato e solerte, ci induce a riflettere. E così dietro all’apparente bonomia di ogni storiella raccontata da volti noti e strapagati della nostra tv pubblica è pronto, ogni sera, il baratro della menzogna e della contraffazione.
Bisogna reagire e farlo in fretta. Anzitutto non cadendo in questa trappola quotidiana e poi aiutando anche altri ad aprire gli occhi, soprattutto i più giovani. Forse è giunto il tempo di creare un movimento di telespettatori incazzati, una sorta di associazione a difesa delle nostre ragioni e dei nostri valori.
Nel frattempo però cambiamo canale, su Rete 4 c’è un buon vecchio film con riferimenti all’amore tra un uomo e una donna che si vogliono sposare facendo famiglia, uniti per sempre, magari in Chiesa, benedetti da Dio e non dai Dico. Ma facciamo in fretta, perché per questo turpe spettacolo pare che Rete 4 la vogliano mandare sul satellite, parola del governo Prodi e della sua Rai di regime.
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