Attacchi a Londra, altri tre arresti La cellula dei "medici del terrore"

Ottavo arresto ieri sera, dopo i due della mattinata: sono in tutto 8 le persone prese dopo gli attentati sventati a Londra e a Glasgow. Due degli uomini finiti in manette sono medici che lavoravano in Gran Bretagnai: uno <a href="/a.pic1?ID=189976"><strong>giordano di origine palestinese, l'altro iracheno</strong></a>. Esplosione controllata all'Alexandra Hospital di Glasgow. <strong><a href="/a.pic1?ID=189959">Nuove norme antiterrorismo</a></strong>

Londra - E' salito ad otto il numero delle persone arrestate per i falliti attentati dello scorso week-end a Londra e Glasgow. Lo ha annunciato in serata Scotland Yard, senza commentare le informazioni diffuse dalla Bbc, secondo le quali l'arresto sarebbe avvenuto fuori dalla Gran Bretagna. I primi ad essere tratti in arresto, sabato, erano stati i due - uno dei quali è il medico iracheno Bilal Abdulla - a bordo della Cherokee lanciata contro il terminal principale dell'aeroporto di Glasgow. Successivamente erano stati presi, sull'autostrada M6, il chirurgo giordano Mohammed Jamil Abdelkader Asha e la moglie Dana. Domenica un uomo di 26 anni è stato arrestato a Liverpool e stamane la polizia ha annunciato due nuovi arresti vicino a Glasgow: due uomini, di 25 e 28 anni. Forse l'intera cellula è caduta nelle mani della polizia, mentre i giornali britannici sottolineano con preoccupazione il fatto che siano finiti in manette anche due medici ospedalieri: uno è palestinese con passaporto giordano, l'altro iracheno. Segnale di un all'argamento della base di reclutamento di Al Qaida.

Chirurgo palestinese Uno dei due è un medico palestinese e forse è il capo della cellula di estremisti islamici affiliata ad Al Qaida. Lui avrebbe parcheggiato al centro di Londra una delle due Mercedes imbottite di gas, petrolio e chiodi e sarebbe stato a bordo della Jeep Cherokee che sabato pomeriggio è stata lanciata a tutta velocità in fiamme contro l’ingresso del terminale 1 dell’aeroporto di Glasgow. Si chiama Mohammed Jamil Abdelkader Asha, 27 anni: è palestinese e ha il passaporto giordano. Arrestata anche la moglie. Il padre, Jamil Abdelkader Asha, ha dichiarato all’Afp di aver appreso dai media dell’arresto di suo figlio: «E' incapace di simili azioni», ha detto, aggiungendo che suo figlio si è laureato all’Università di Amman e che «nel 2005 ha lascito la Giordania in compagnia di sua moglie Sara e dei loro figli per proseguire la sua specializzazione in neurologia in Gran Bretagna». Qui Asha si è iscritto al Consiglio generale dei medici il 20 ottobre 2005, e il rinnovo è stato fatto il 24 maggio scorso con validità fino al 2008. La famiglia Asha è originaria della città di Hebron, in Cisgiordania.

Abdulla laureato a Bagdad L'altro medico è iracheno, si chiama Bilal Abdulla si è laureato a Bagdad nel 2004 e ha lavorato in un ospedale scozzese: è il passeggero della jeep Cherokee finita in fiamme contro l'aeroporto scozzese e lavora al Royal Alexandra Hospital di Paisley, dove è ricoverato con gravi ustioni il suo complice che si è dato fuoco.
La scoperta che due medici sono coinvolti negli attentati - finiti senza morti per puro miracolo, nel caso di Londra soltanto perchè i detonatori hanno fatto cilecca - ha sorpreso e sconcertato gli investigatori: significa che l’ideologia di Al Qaida può far presa anche su musulmani "con un’istruzione superiore, articolati, intelligenti" e per giunta "addestrati per curare la gente e non per ucciderla". Oltre ai due occupanti della Jeep Cherokee al centro dello spettacolare incidente dentro l’aeroporto di Glasgow, la polizia ha arrestato altre tre persone: una coppia - marito e moglie (lui di 26 anni e lei, velata, di 27) - è stata fermato sull’autostrada M6 nel Cheshire e un uomo di 26 anni a Liverpool.

Taxi e auto lontani dai terminal Sono intanto scattate stamattina, nel tentativo di scongiurare ulteriori attentati, più severe restrizioni nell’accesso agli scali del Regno Unito: auto e taxi non possono più avvicinarsi a ridosso dei terminal e i passeggeri sono stati invitati a far uso dei mezzi pubblici per i viaggi da e per gli aeroporti.

Fermo fino a sabato per 3 arrestati Scotland Yard ha avuto oggi dalla magistratura il nullaosta per tenere in stato di fermo e interrogare fino a sabato tre delle sette persone arrestate nel quadro delle indagini sui falliti attentati dello scorso week-end a Londra e Glasgow: si tratta del neurologo giordano Mohamed Asha e di sua moglie (bloccati sull’autostrada M6) e di un uomo finito in manette a Liverpool. Il nullaosta permette a Scotland Yard di procedere alla detenzione dei tre sospetti fino a sabato senza la necessità di muovere specifiche accuse nei loro confronti. Gli altri quattro arresti sono stati effettuati a Glasgow e sono di competenza della polizia scozzese.
Allarme all'ospedale di Glasgow Al Royal Alexandra Hospital vicino Glasgow, dove uno degli uomini coinvolti nell’attacco contro il terminal dell’aeroporto è ricoverato, è scattato l'allarme sicurezza e c'è stata una seconda esplosione controllata. Già ieri la polizia aveva fatto brillare un’auto sospetta nel perimetro circostante l’ospedale. Già ieri la polizia aveva fatto brillare un’auto sospetta nel perimetro circostante l’ospedale.

Un weekend di paura Sabato una jeep Cherokee ha lanciato il veicolo in fiamme contro l’entrata dell’aeroporto di Glasgow, in Scozia, in un attentato che è giunto 36 ore dopo il ritrovamento di due Mercedes colme di benzina, bombole di gas e chiodi parcheggiate vicino ad una trafficata zona centrale di Londra. Si ritiene che gli attentati siano collegati, e hanno sollevato lo spettro degli attacchi di due anni fa che hanno ucciso 52 persone sui mezzi pubblici a Londra. Il neo primo ministro Gordon Brown ha detto sabato di ritenere che dietro agli sventati attacchi ci sia la mano di al-Qaeda.

La polizia era sulle tracce di un attentatore La polizia era sulle tracce dei due uomini che sabato scorso hanno attaccato l’aeroporto di Glasgow pochi minuti prima che si scagliassero con la loro autovettura contro lo scalo scozzese. Stando a quanto riferito da un agente immobiliare, Daniel Gardiner, la polizia aveva contattato la sua agenzia, Let-It, nell’ambito delle indagini condotte sulle autobombe rinvenute a Londra. «La polizia voleva sapere perché avessimo contattato un certo numero di telefono - ha detto l’agente - avevano avuto il nostro numero nell’indagine a Londra». Ieri, la polizia ha perquisito un’abitazione affittata dall’agenzia di Gardiner a Houston, vicino all’aeroporto di Glasgow. «Avevamo fatto una telefonato all’inquilino di quella casa - ha proseguito l’agente - non abbiamo trovato documentazione riguardo a un contatto con quel numero, ma la polizia era in possesso dell’analisi dettagliata delle telefonate».

Il ministro Smith: polizia coraggiosa, 007 efficienti Il ministro degli Interni britannico Jaqui Smith respinge l’idea che sia stato solo un "colpo di fortuna" a sventare gli attentati a Londra venerdì e a Glasgow sabato. «Non penso sia stata fortuna - ha puntualizzato il ministro, parlando questa mattina in televisione - .Penso che la gente stia con gli occhi bene aperti, che ci sono agenti di polizia e artificieri incredibilmente coraggiosi e che l’intelligence vigili in modo molto attento». La Smith ha quindi detto di «non essere certa» delle informazioni diffuse dalla televisione americana Abc secondo cui l’intelligence statunitense aveva segnalato alla Gran Bretagna che Glasgow avrebbe potuto essere obiettivo di un attentato. «Uno delle cose che ho deciso di fare in questo lavoro - ha sottolineato il ministro, che ha assunto il suo incarico giovedì scorso - è di non parlare di cose di cui non sono certa».