Attacchi a spillo

Non so a voi, ma a me Daniela Santanchè che dà del traditore a tutti comincia a mettere tristezza. Domenica è stato il turno di Gianfranco Fini, definito «il peggiore dei traditori» dopo che tempo addietro era toccato a Ignazio La Russa. E quest’ultimo, voglio dire, è il personaggio grazie al quale Daniela Santanchè ha fatto la sua carriera politica, plasmata ed eletta con voti non suoi. Non solo. La Russa è l’uomo che la protesse anche nel momento del suo divorzio da An, ottenendo che il partito non le sparasse addosso a palle incatenate. Questa è la politica, ha obiettato signorilmente lui a proposito dell’ingratitudine di lei. Tuttavia mi chiedo, con l’avvicinarsi del voto, quanto ancora potrà durare questa manifesta signorilità nel voler preservare la Santanchè in quanto gentildonna. Prevedo dolori, perché lei, alle vere durezze della politica, tutto sommato non c’è ancora abituata. Lei, oggettivamente, ha fatto strada in politica per censo sociale e femminilità, pretendendo tutti i diritti di un uomo (giustamente) ma senza pagarne sinora il pegno. Ebbene, tutto questo sta probabilmente per finire: dati i successi che ottiene, presto verrà trattata come i politici che contano qualcosa. Sarà dura. Un consiglio: tra le scarpette varie, si procuri anche un paio di anfibi.