Attacco hacker al Giornale Anonymous ha provato a metterci il bavaglio

Da questa mattina, il nostro sito è sotto l'attacco degli hacker. Grazie al lavoro di polizia postale e Telecom, l'oscuramento è durato solo pochi minuti

Milano - Anche IlGiornale.it è finito nel mirino di Anonymous, il gruppo di hacker attivisti che già nei giorni scorsi si era scagliato contro i siti governativi italiani. Da questa mattina, il nostro sito sta subendo l'attacco dei pirati informatici. Poco dopo mezzogiorno gli hacker sono riusciti nel loro intento, ma grazie alla polizia postale che ci ha avvisato per tempo, a Telecom che ha messo in piedi una piattaforma di sicurezza e al lavoro dei tecnici l'oscuramento è durato solo pochi minuti.  

Un attacco alla libertà di stampa L'allarme è arrivato domenica dalla polizia postale, che da circa tre mesi, dopo la vicenda Wikileaks, ha messo in piedi un servizio ad hoc. Nei giorni scorsi, i signori di Anonymous hanno detto che avrebbero attaccato un sito di informazione. Stavolta è toccato a noi, come è capitato domenica scorsa ai siti Camera.it, Governo.it, Senato.it e Parlamento.it e per meno tempo anche a Mediaset.it domenica scorsa. Ora le mire dei pirati sembra si siano spostate verso siti iraniani, ma questo resta un attacco alla libertà di stampa e di pensiero che condanniamo fermamente.

L'Operazione Italia Sotto la bandiera di Anonymous si riunisce un gruppo di hacker attivisti noti per protestare tramite attacchi DdoS (Distribuated denial of Service). In pratica, più pc controllati dagli hacker si collegano contemporaneamente ad un sito saturandone le risorse. Il gruppo è nato spontaneamente e agisce da diversi anni, ma sono arrivati sulle pagine dei giornali italiani da quando hanno affiancato Wikileaks, l'organizzazione di Assange che ha rivelato documenti segreti di tutto il mondo. A fine gennaio hanno annunciato l'"Operazione Italia", con la quale si schieravano contro il Governo italiano che, si legge in un comunicato, "ha tra le sue priorità quelle di censurare il web, di rendere la giustizia uno strumento iniquo, di favorire la prostituzione, di praticare oscuri rapporti con la mafia, di corrompere e manipolare l’informazione per fini personali".