Attacco informatico al sito del nostro governo Ma gli hacker amici di Assange fanno flop

L’attacco informatico - annunciato in pompa magna - si è rivelato un flop. Se fosse stata una partita di calcio, insomma, il risultato sarebbe stato: governo italiano-hacker: 1 a 0. «Manderemo in tilt il sito del governo italiano, www.governo.it», avevano assicurato gli hacker amici di Assange, il monellaccio di Wikileaks. «L’accesso al sito è reso difficoltoso a causa delle migliaia di richieste di accesso provenienti contemporaneamente da più server sparsi nel mondo», spiega la polizia postale. Che però precisa: «Non vi sono pericoli di furto di dati, né problemi legati alla sicurezza informatica». L’attacco era stato annunciato dal network pro Wikileaks Anonymous. «Attualmente - spiega ancora la polizia postale - la situazione è sotto controllo». L’inizio dell’attacco, annunciato da un comunicato diffuso su Internet, firmato da Anonymous Italy, era previsto alle 15. Si sarebbe dovuto trattare di «un’azione dimostrativa», per rivendicare la libertà sulla Rete e protestare contro il boicottaggio di Wikileaks, operato da governi e aziende, a seguito delle rivelazioni fatte dal sito fondato da Julian Assange.
«C’è una enorme quantità di richeste di accesso al sito web del governo - spiega la polizia postale - e finché la banda riesce a sostenere le richieste, il sito rimane accessibile». I responsabili del sito sono stati avvisati e la situazione, spiega la polizia postale, si è subito normalizzata.
Julian Assange, che oggi affronterà il processo di estradizione in Svezia dove è ricercato per duplice stupro, ha annunciato ieri ai microfoni del Tg3 che «nelle prossime settimane WikliLeaks pubblicherà una grande quantità di nuovi scottanti dcoumenti sull’Italia».
Il contenuto della nuova tornata file sull’Italia, spiega Assange, sarà su «economia, politica, casi di corruzione».
«Berlusconi dovrebbe preoccuparsi?», chiede il reporter del Tg3. «Credo che Berlusconi ed altri dovrebbero prestare molta attenzione a che la loro vita privata corrisponda a quella pubblica», risponde criptico Assange.