Attacco a Kabul, si salva Karzai

Spari e razzi contro il palco dove il presidente afghano si apprestava
a presiedere una cerimonia. Gli aggressori talebani costretti alla fuga. Sei i morti, tra i quali tre assalitori e un bambino di 10 anni. Dieci feriti, oltre cento gli arrestati

I soldati afghani in alta uniforme e guanti bianchi stavano facendo esplodere 21 salve di cannone per commemorare la vittoria dei mujaheddin contro gli invasori sovietici e il regime comunista degli Anni ottanta. La grande parata che ogni anno invade le strade di Kabul ha avuto un sussulto quando una forte esplosione provocata da un razzo ha mancato di poche decine di metri il palco della autorità. Dove l’ospite d’onore era il presidente afghano Hamid Karzai. Subito dopo il primo razzo è scoppiata una sparatoria con gli attentatori, che si erano asserragliati in un palazzo vicino.

L’obiettivo era Karzai, che alla prima esplosione è stato letteralmente sommerso dalle sue guardie del corpo, che hanno fatto da scudo umano al capo dello Stato. Mentre il presidente veniva portato via illeso, un secondo razzo è esploso a una cinquantina di metri. La sparatoria aveva nel frattempo fatto scoppiare il caos. Poliziotti e soldati afghani rompevano le righe fuggendo in tutte le direzioni. Gli uomini in divisa nera dei reparti speciali rispondevano al fuoco, ma nella confusione generale non si capiva chi sparava a che cosa. Sul palco delle autorità non c’era solo il presidente, ma anche il comandante della missione Nato in Afghanistan, il generale americano Dan McNeill, parlamentari e ministri afghani, oltre agli ambasciatori accreditati a Kabul.

«Stavano per terminare le 21 salve di saluto, quando ho visto un'esplosione e una nuvola di polvere alla sinistra della parata. Poi ho udito un crepitio di armi da fuoco leggere proveniente da tutte le direzioni», ha raccontato l’ambasciatore inglese Sir Sherard Cowper- Coles, seduto in prima fila sul palco della autorità.

Il ministro della Sanità afghano, Amin Fatimie, che si trovava a circa tre metri dal capo dello stato ha visto tutto: «Mentre i proiettili colpivano il palco, ho sentito qualcosa, probabilmente una granata, che atterrava ed esplodeva proprio davanti al palco». Il commando di terroristi era composto da quattro o sei uomini, tre dei quali sono stati sicuramente uccisi. Sirajudin, un poliziotto presente alla parata, ha dichiarato di aver visto due persone aprire il fuoco con fucili kalashnikov da un’abitazione, in direzione di Karzai Il presidente non ha subito un solo graffio, ma oltre ai terroristi sono morte due persone, compreso un bimbo di 10 anni e si contano una decina di feriti.

I talebani hanno rivendicato l’attentato. «Sei dei nostri mujaheddin hanno condotto un attacco durante la cerimonia e nello scontro a fuoco tre sono morti da martiri, mentre gli altri sono riusciti a fuggire», ha annunciato il portavoce dei talebani, Zabiullah Mujahed. In realtà l’attentato è stato rivendicato anche dagli uomini di Gulbuddin Hekmatyar, un signore della guerra afghano alleato con i talebani, che può contare su cellule infiltrate a Kabul. «Le autorità afghane e la Nato hanno ripetuto più volte che i talebani sono sull’orlo della disfatta - ha dichiarato Mujahed - abbiamo dimostrato che non operiamo solo nelle province, ma siamo in grado di attaccare anche a Kabul». Karzai è scampato almeno a quattro gravi attentati e subito dopo il tentativo di ucciderlo è apparso in televisione. «I nemici dell’Afghanistan hanno cercato di seminare morte e terrore - ha ribadito il presidente -. Le forze di sicurezza li hanno circondati arrestando alcuni sospetti». Kabul, dopo la cerimonia abortita di ieri mattina, è stata blindata con posti di blocco e rastrellamenti. Gli arresti sarebbero almeno 100, ma i talebani hanno messo a segno un colpo, almeno propagandistico. Karzai due settimane fa aveva annunciato di volersi candidare per il secondo mandato presidenziale, alle elezioni del prossimo anno.
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