Attacco al teatro, va in scena l’ultimo cardioshow della «Fura»

Finzione o realtà? Verità o riproduzione virtuale? Rispettando la moderna concezione della rappresentazione teatrale interattiva, dove gli spettatori, coinvolti in prima persona e chiamati a partecipare direttamente diventano protagonisti dell'evento, la compagnia catalana La Fura dels Baus sbarca al Teatro Smeraldo con il suo «Boris Godunov», una nuova sfida artistica che, in scena fino al 7 marzo, metterà a dura prova la platea. Gruppo cult del panorama teatrale internazionale, la Fura prosegue il suo percorso artistico crudelmente autentico attraverso i suoi linguaggi originalmente contemporanei, spietati e diretti, privi di retorica e di poesia. Scritto e firmato dal direttore artistico della compagnia Alex Ollé, «Boris Godunov» nasce dall’esigenza dell’artista di fare vivere agli spettatori l’inquietante esperienza estrema di un attacco terroristico, aprendo così un territorio ancora inesplorato dai codici classici. Ispirato ad un fatto realmente accaduto, quando nel 2002, durante la messinscena del musical «Nord-Ost» nel Teatro Dobrovka di Mosca, un gruppo di terroristi irruppero nella sala tenendo in ostaggio l’intera platea e gli attori, lo spettacolo, attraverso la finzione, ambisce a ricostruire la vicenda drammatica e spaventosa, immergendo gli spettatori nel mondo della paura e trasformandoli in potenziali vittime del fenomeno del terrorismo. Definirlo «spettacolo» sarebbe limitante, visto che «Boris Godunov» si presenta come figlio ibrido del documento, del dramma teatrale e dello sceneggiato; un evento che consente ai partecipanti di indagare ed esplorare le ragione e le logiche che risiedono dietro a certi episodi di violenza terroristica, senza trascurare le reazioni emotive in precario equilibrio tra la tensione e la paura, tra il terrore e la rassegnazione. Non a caso, infatti, l’appuntamento teatrale è rigorosamente vietato a donne in gravidanza, a chi soffre di epilessia e di cardiopatie e a color che portano apparecchi acustici. Costruito grazie alle testimonianze dei sopravvissuti alla tragedia, lo spettacolo, oltre a raccontare la mera vicenda terroristica, va ad indagare anche i retroscena: l’intervento dei mass media e la manipolazione dell’informazione, l’abilità strategica del negoziatore arruolato per mettere fine al sequestro, le dichiarazioni del Presidente del Governo in televisione, le conversazioni dei terroristi. L’orrore è servito, soprattutto se si comprende come la vita umana, spesso alla mercé di codardi e fanatici, possa perdere di valore di fronte ad interessi politici e ideologici di persone corrotte.
Attraverso una ricostruzione estremamente dinamica e eccezionalmente fedele alle varie fasi che si sono succedute nel teatro di Mosca, La Fura dels Baus intende spiegare le paure dei tempi moderni che, soggiogandoci in una condizione di precarietà inquietante, diventano non solo delle ombre, ma autentiche realtà concrete e terrificanti.