Attentati a Equitalia,Grillo: "Ragioni da capire"Befera: "Non fa ridere"

Per il comico la soluzione alle violenze è chiudere l'agenzia. E chiede la riforma della Costituzione. Pd: "Parole pericolose". Pdl: "Scherza col fuoco"

La soluzione agli attentati ad Equitalia? Per Beppe Grillo non è quella di identificare e arrestare gli autori del gesto, ma chiudere l'agenzia stessa. L'ennesima provocazione del comico ligure viene, come sempre, dal suo blog. In un breve post si legge: "Se Equitalia è diventata un bersaglio bisognerebbe capirne le ragioni oltre che condannare le violenze. Un avviso di pagamento di Equitalia è diventato il terrore di ogni italiano".

Ecco quindi che l'unico modo per evitare le violenze sarebbe quello di sradicare l'obiettivo delle violenze: "Monti riveda immediatamente il funzionamento di Equitalia, se non ci riesce la chiuda. Nessuno ne sentirà la mancanza", scrive Grillo. Come se al posto di Equitalia non si dovesse poi creare un'altro istituto addetto alla riscossione dei tributi.

Le parole del fondatore del Movimento Cinque stelle, però, non sono piaciute affatto al presidente di Equitalia Attilio Befera che commenta gelido: "In un momento di difficoltà bisognerebbe avere tutti il massimo senso di responsabilità e occorrerebbe difendere gli uomini che fanno il loro dovere al servizio della collettività. Questa volta la battuta non fa ridere nessuno". Befera, inoltre, si augura che "i cittadini italiani capiscano che è importante pagare le imposte e che gli imbecilli che mettono le bombe la smettano".

Per Debora Serracchiani, inoltre, "è estremamente pericoloso associare gli attentati alle sedi di Equitalia a un giudizio di disumanità nei confronti del sistema esattoriale". Eppure la stessa esponente del Pd sostiene che "c’è sicuramente più di una riflessione da fare su Equitalia, ad esempio sui tassi di interesse raggiunti dalle cartelle esattoriali, sulla messa all’asta delle prime case o sull’impossibilità per le imprese di compensare debiti e crediti con lo Stato. Questo però non significa che si possa "accreditare in modo strisciante il concetto che gli attentati dinamitardi sono un fenomeno da capire" perché tra le critiche e le bombe "corre la stessa distanza che c’è tra la protesta civile e il lancio delle molotov".

Critico anche il portavoce Pdl Daniele Capezzone che ricorda come più volte abbia chiesto modifiche ai poteri concessi a Equitalia, ma "Grillo scherza col fuoco. Qualunque ragionamento sui poteri di Equitalia va fatto condannando in modo assoluto, senza se e senza ma, senza alcuna subordinata, ogni atto piccolo o grande di violenza. E tutti, Grillo incluso, abbiamo il dovere di evitare che le nostre parole, magari forzate o distorte, possano suonare ad alcuni come giustificazione di cio' che non e' in nessun modo giustificabile. Se non lo facciamo, e' per tutti un pessimo modo di iniziare l'anno".

Ma Equitalia non è l'unico "nemico" del comico. Soltanto 24 ore prima Grillo se l'era presa anche con la Costituzione, rea di garantire i partiti ed escludere i cittadini: "Il cittadino non può fare nulla", spiega, "Non può indire un referendum propositivo. Se propone un referendum abrogativo è necessario raggiungere un quorum, se lo vince, come per la cancellazione del nucleare e dei finanziamenti pubblici ai partiti, la sua volontà è ignorata. Non ha il diritto di vedere discusse le proposte di leggi popolari. Non può neppure scegliere il candidato alle elezioni politiche". La proposta di Grillo è di cambiare la Costituzione "al più presto con il concorso dell’intera Nazione come sta avvenendo In Islanda con votazioni on line. Fuori i partiti dalla democrazia, dentro invece i Movimenti e la partecipazione diretta dei cittadini".