Attentati, sangue e terrore in Iraq: 168 morti

Bagdad - "È ancora presto per trarre delle conclusioni sulle tendenze future" del funzionamento del piano di sicurezza di Baghdad: il portavoce del Dipartimento di Stato americano, Bryan Whitman, definisce quella di oggi "una brutta giornata per l'Iraq" dopo che una serie di attentati nella capitale ha provocato almeno 168 morti e 215 feriti, il peggior bilancio delle vittime da quando è in funzione il piano di sicurezza. "Nelle ultime settimane vi sono stati giorni in cui le violenze hanno avuto un picco e ogni volta che ciò accade per noi rappresenta una preoccupazione: abbiamo sempre detto che ci sarebbero state giornate buone e meno buone, e per quel che riguarda il numero delle vittime questo è stato un giorno molto brutto", ha concluso il portavoce.

L'attentato più grave è avvenuto in un mercato del quartiere di Sadriyah, dove un'autobomba è esplosa provocando almeno 116 morti e 145 feriti; nello scorso febbraio un'altra autobomba parcheggiata nello stesso mercato aveva provocato la morte di 137 persone, e molte tra le vittime odierne - tutte civili, secondo la polizia - erano lavoratori edili impegnati nei lavori di ristrutturazione. A Sadr City, principale quartiere sciita della città un attentatore suicida alla guida di un'autobomba si è lanciato contro un posto di controllo della polizia: i morti sono almeno 33, fra cui cinque agenti, mentre i feriti sono almeno 45. Una terza autobomba, parcheggiata nei pressi di un ospedale nel quartiere di Karradah, è esplosa provocando la morte di 11 persone ed il ferimento di altre 13 danneggiato anche l'edificio che ospita l'ospedale. Una bomba esplosa su un minibus nel quartiere di Risafi ha ucciso quattro persone, ferendone altre sei. Infine, quattro poliziotti sono stati uccisi in un agguato avvenuto nel sud della capitale; nella sparatoria sono rimasti feriti anche sei passanti.