Attentato alle urne: «Volevano uccidere»

Vittorio Veneto: tre molotov contro una sezione per attirare in trappola gli agenti, ma la bomba nascosta non esplode. La firma: «Gruppo Libertario»

da Milano

Un ordigno rudimentale, un tubo di ferro del diametro di 7-8 centimetri e della lunghezza di circa 10, pieno di polvere pirica e bulloni, nascosto dietro un cassonetto nei pressi del seggio elettorale di via Parravicini a Vittorio Veneto: è la «scoperta» fatta dai carabinieri, accorsi la notte scorsa alla scuola elementare contro cui alcuni sconosciuti avevano lanciato tre bottiglie molotov. Una trappola che avrebbe potuto uccidere. Secondo le indagini le tre bombe incendiarie avevano lo scopo di far uscire i militari dalla scuola dove erano di guardia ai seggi, poi ci sarebbe dovuta essere l'esplosione della bomba più potente con danni molto pesanti. Solo un difetto nella preparazione della miccia ha impedito che l'agguato riuscisse. L'ordigno inesploso conteneva 300 grammi di polvere pirica e bulloni di metallo.
Le indagini proseguono a 360 gradi e l'attenzione degli investigatori è puntata sul volantino rinvenuto vicino al luogo dell'attentato e firmato Gruppo Libertario. Un'organizzazione già nota alle forze dell'ordine per avere scritto nel novembre scorso frasi contro l'esercito sul muro di cinta della caserma di Maserada in provincia di Treviso.
Sul documento in mano agli inquirenti, venti righe in tutto, spiccano slogan contro l'esercito e le istituzioni e alcune frasi sul problema carcerario. Nel frattempo gli investigatori hanno già effettuato alcune perquisizioni nelle abitazioni di militanti anarchici che, però, non avrebbero portato ad alcun esito.
Un testimone avrebbe riferito agli investigatori di avere visto tre persone incappucciate fuggire subito dopo l'attentato. Le forze dell'ordine stanno, comunque, vagliando il volantino per verificare che il contenuto non sia un tentativo di depistaggio. Le indagini dei carabinieri, ai quali partecipano anche i militari del Ros di Padova, hanno portato nelle ultime ore ad alcune perquisizioni a carico di alcuni soggetti riconducibili all'area anarchica e residenti nella provincia, ma al momento non risultano essere stati emessi provvedimenti restrittivi di alcun tipo.
Allarme anche nei seggi elettorali della scuola elementare Pascoli a Romano di Lombardia, nella Bassa Bergamasca, dove un elettore, intorno alle 13, ha trovato in una cabina un volantino, naturalmente anonimo, a firma Falange armata. Il foglio, scritto con ogni probabilità da un mitomane, conteneva una minaccia: «Se dovesse vincere Prodi partirà una bomba contro il Comune e faremo strage di extracomunitari. Cercate l'ordigno». L'elettore ha subito avvertito il presidente del seggio, che ha allertato le forze dell'ordine. I carabinieri hanno immediatamente disposto l'evacuazione della scuola e hanno avviato i controlli, ma le perlustrazioni non hanno dato alcun esito.